COMEDY CENTRAL, 21.00: Hitch – Lui sì che capisce le donne

HITCH – LUI SÌ CHE CAPISCE LE DONNE di Andy Tennant. Con Will Smith, Eva Mendes, Kevin James, Amber Valletta. USA, 2005. Commedia.

Esordio di Will Smith nel genere della commedia romantica, Hitch – Lui sì che capisce le donne ha vinto un BMFI Film Music Award, un Blimp Award ed un Teen Choice Award, ed ha ricevuto altre ventitré nominations. Alex Hitchens, conosciuto come Hitch, è un uomo che ha consacrato la propria vita ad un solo scopo: aiutare uomini impacciati, timidi e goffi a conquistare la donna dei loro sogni, usando il proprio fascino e la propria conoscenza della natura femminile per dare loro dritte fondamentali al coronamento dei loro romantici progetti. Per il “Dottor Rimorchio” tutto va alla grande, fino al momento in cui non conosce Sara, una giornalista scandalistica decisa a porre fine alla sua carriera considerandola misogina. Manco a dirlo, Hitch si innamora di Sara, ma scoprirà che le sue collaudate tecniche non funzionano sempre a dovere…

Andy Tennant non è decisamente nuovo al genere della commedia romantica: fra Tutta colpa dell’amore e Matrimoni a quattro mani, il regista ballerino di Chicago si è dimostrato più di una volta a proprio agio con sceneggiature di uno fra i generi, nel cinema americano, più commerciali e commerciabili. Quello che gli è sempre mancato è un attore protagonista tale da attirare anche il pubblico più estraneo al genere, una star che potesse da solo garantire della buona riuscita della pellicola. Quasi miracolosamente, Will Smith, neofita del romance, si presenta alla porta per incarnare uno dei più riusciti personaggi degli ultimi anni, in una di quelle che effettivamente è una delle commedie romantiche più riuscite degli ultimi anni: Hitch – Lui sì che capisce le donne (azzeccato ma francamente superfluo il sottotitolo italiano) è brillante, ritmata, mai troppo sdolcinata, capace di andare fuori, per quanto permesso dal target, dai canoni di genere, presentando barlumi di originalità in una sceneggiatura altrimenti regolare, ma tali da salvare il lavoro complessivo. Il punto di vista esclusivamente maschile della prima metà del film viene puntualmente ribaltato e rivalutato nella seconda, con l’entrata in scena di una splendida Eva Mendes (il cui ingaggio, però, nelle motivazioni rasenta lo scandalo: la Columbia non voleva una coprotagonista di colore, perché pensava di escludere il pubblico bianco, né la voleva caucasica per non “offendere” il suddetto pubblico; il compromesso più accettabile è risultato essere dunque una mulatta) la cui funzione è principalmente quella di riportare il personaggio di Smith nel “mondo reale”, in cui ogni persona è un universo a sé e non esistono leggi assolute che valgono per chiunque, uomo o donna che sia. Con una notevole dose di autoironia ed una intelligenza di fondo ascrivibile all’ottima e frizzante sceneggiatura di Kevin Bisch, Hitch si solleva di molto dagli altri lavori di Tennant (precedenti e successivi), soprattutto per un protagonista che senza sforzo si assume il peso dell’intera pellicola con una naturalezza ed una verve unici.

TITOLO ORIGINALE: Hitch

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