RETE 4, 23.30: Haunting – Presenze

HAUNTING – PRESENZE di Jan de Bont. Con Lili Taylor, Liam Neeson, Catherine Zeta-Jones, Owen Wilson. USA, 1999. Horror.

Tratto dal romanzo L’incubo di Hill House di Shirley Jackson, Haunting – Presenze ha vinto un BMFI Film Music Award ed un Bogey Award, ed ha ricevuto altre nove nominations, cinque delle quali ai Razzie Awards. Il professor David Marrow, psichiatra universitario, è affascinato dal tema della paura e dal suo ruolo nell’evoluzione umana. Col pretesto di uno studio sull’insonnia, Marrow convoca nella casa di Hill House, che si dice infestata, Eleanor Vance, timida donna che si è presa cura della madre invalida per anni, Luke Sanderson, estroverso e casinista, e Theo, giovane bisessuale decisamente disinibita. Gli studi del dottor Marrow, però, si riveleranno più pericolosi del previsto, dal momento che le “voci” sui fanatasmi di Hill House sono molto più che leggende popolari…

Già Robert Wise, nel 1963, aveva portato sullo schermo il romanzo gotico della Jackson con Gli invasati, che ebbe un notevole successo; per la nuova versione del film, la DreamWorks aveva un team iniziale invidiabile, con Steven Spielberg come regista e Stephen King come sceneggiatore, ma le divergenze creative dei due portarono all’abbandono del progetto, con King che si dedicò invece all’analoga miniserie tv Rose Red. Senza autori, ma non rinunciando al progetto, la DreamWorks ottenne alla regia Jan de Bont, l’olandese famoso negli States per i due Speed e Twister, mentre la sceneggiatura passò nelle mani dell’esordiente David Self. Il risultato è un horror tutto sommato pregevole, decisamente diverso sia dal romanzo che dalla precedente versione cinematografica, anche solo per il fatto di non lasciare alcun dubbio se i fenomeno paranormali che avvengono nella terrificante Hill House (l’Harlaxton Manor nel Linconshire, Inghilterra) siano reali o frutto dell’immaginazione della protagonista Nell. Proprio nella rielaborazione del personaggio di Eleanor sta il principale punto debole del film: da disturbata e depressa, fragile e allucinata, Nell si trasforma in una sorta di messia angelico giunto per liberare le anime innocenti dei bambini prigionieri di Hugh Crane, con risultati decisamente controproducenti dovuti soprattutto alla pessima interpretazione di Lili Taylor. Il resto è pura routine hollywoodiana: grandiosi effetti speciali, efficaci giochi di atmosfera, un cast quasi sempre all’altezza, ambientazioni azzeccate. Decisamente più fragoroso e spettacolare de L’incubo di HIll House e de Gli invasati, Hunting – Presenze non si distingue particolarente da prodotti analoghi, ma qualche scena memorabile basta a salvarlo dallo squallore totale.

TITOLO ORIGINALE: The Haunting

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