AL CINEMA: Il Cigno Nero

IL CIGNO NERO di Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey. USA, 2010. Thriller.

Quinto film di Darren Aronofsky, Il Cigno Nero ha vinto ventitré premi internazionali, tra cui un Oscar (Miglior Attrice Protagonista alla Portman) ed ha ricevuto centootto nominations, quattro delle quali sempre agli Oscar. Nina è una ballerina professionista, ansiosa di arrivare alle vette che sua madre si è preclusa avendo lei. Quando Thomas Leroy, direttore della compagnia, decide di realizzare una nuova versione de Il lago dei cigni di Čajkovskij, approfittandone per presentare una nuova prima ballerina, Nina si dà anima e corpo alle prove per ottenere il ruolo. Leroy, però, vuole una sola ballerina che interpreti sia la dolce e innocente Odette, il Cigno Bianco, per cui Nina è perfetta, che la sensuale e maligna Odile, il Cigno Nero, che Nina non riesce ad interpretare. Ma in una parte della sua psiche, forse, si nasconde il Cigno Nero di cui ha bisogno per essere una brava prima ballerina…

Sicuramente, Il Cigno Nero non è quel capolavoro che molti dicono: la pioggia di premi e nominations è sicuramente esagerata, e la carica trasgressiva e perturbante è in gran parte montata ad hoc. L’ultimo film di Aronofsky, newyorkese fin nel midollo, è penalizzato fin dall’inizio da un difetto tipico del cinema americano: nonostante siano considerate antiquate da cinquant’anni in Europa, le teorie freudiane rappresentano ancora negli States il non plus ultra della modernità e della novità, rendendo però decisamente naive qualsiasi tentativo serio di lavoro su dette basi. Detto questo, Il Cigno Nero deve essere necessariamente scisso su due piani paralleli ma sovrapposti: quello tematico e quello estetico. Sul piano tematico, niente di nuovo sotto il sole: la scissione della psiche di Nina, una Natalie Portman brava ma non tanto da meritare un Oscar, sembra presa di peso da un manuale psicanalitico, con una sempre imperante ed entrante madre (un’ottima Barbara Hershey) a rappresentare l’elemento repressivo, il Super Ego, un Cigno Nero, che ha alternativamente il volto della passioanle Mila Kunis o della stessa Portman ad incarnare le passioni e pulsioni represse che inevitabilmente esplodono in una spirale di erotismo, violenza ed autolesionismo, quindi l’Es, e da ultimo un Cigno Bianco, sempre Natalie Portman, esasperante nella sua fragilità ed assolutamente imbelle, che dovrebbe essere l’Ego scisso e conteso. A livello concettuale, niente più di questo, il che è decisamente poco. Fortunatamente, subentra a salvare il salvabile l’elemento estetico, che effettivamente ha di che stupire, turbare, intrigare: fra giochi di specchi e riflessi di luce, apparizioni improvvise, violenze gratuite e disturbanti ed una spiccata fisicità nella rappresentazione, Il Cigno Nero si impone all’immaginario, più che come un film unitario, come una serie separata di scene inquietanti, raccapriccianti, attraenti, che, se non rendono propriamente l’idea di un lento (?) discendere nella follia da parte della protagonista, certo rappresentano in se stesse notevoli intuizioni artistiche. Nel complesso, si può dire che Aronofsky manchi di raffinatezza, e che palesi eccessivamente ciò che dovrebbe più efficacemente essere solo suggerito, ma il suo stesso modo di fare cinema, fatto di buone idee poi presentate rozzamente, lo salva da un totale disastro.

TITOLO ORIGINALE: Black Swan

Annunci

2 Comments

  1. Ottima recensione a parere mio, diciamo che hai dato le parole giuste ad impressioni generali che avevo percepito ad un livello più epidermico.
    Soprattutto l'idea che la problematica psicologica, che pure rappresenta il nervo del film, sia stata affrontata in maniera molto didascalica.
    Nel complesso, comunque, ho trovato ottimo l'asservire gli effetti speciali alla trama piuttosto che viceversa, come quasi sempre capita.

    Un saluto.

  2. E' la prima recensione in cui leggo che la Portman non meritasse l'Oscar (e qui mi trovi in disaccordo). Sono concorde invece sul fatto che il regista mostri troppo, comunque una pellicola soddisfacente, molto meglio del premio Oscar…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...