AL CINEMA: La vita facile

LA VITA FACILE di Lucio Pellegrini. Con Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Vittoria Puccini, Camilla Filippi. Italia, 2011. Commedia.

La vita facile è il quinto film di Lucio Pellegrini, girato a cavallo fra l’Italia e il Kenya. Mario Tirelli è un importante chirurgo di un ospedale privato, che per problemi col fisco viene mandato dal primario in Kenya a fare volontariato, fino a che le acque non si saranno calmate. In Africa, Mario raggiunge un vecchio amico, Luca Manzi, che aveva lasciato l’Italia anni primia per curare gratuitamente le popolazioni più povere del Kenya, operando da un ospedale da campo costruito alla bell’e meglio. Ignaro dei problemi economici di Mario, Luca lo accoglie felice di avere un aiuto all’ospedale, nonostate le reazioni del primo al diverso ambiente africano non sembrino poi così entusiaste. Le cose si complicano notevolmente quando la moglie di Mario, Ginevra, decide di seguire il marito in Kenya: per lei, a suo tempo, anche Luca aveva avuto una bella cotta…

Guardando La vita facile vengono fuori molti problemi della commedia italiana attuale, rilevabili essenzialmente nel cambio di rotta e di toni fra il primo ed il secondo tempo. Inizialmente, il film è incentrato sulle reazioni del dottor Tirelli, un buon Favino, chirurgo ricco ed assuefatto alla città alle prese col Continente Nero, con più di un’occasione per soffermarsi su alcune problematiche del Terzo Mondo, sebbene superficialmente; le cose cambiano notevolmente all’entrata in scena di Ginevra, interpretata malamente da Vittoria Puccini, personaggio che riporta il film ai tempi di Mazzabubù… Quante corna stan quaggiù? di Laurenti: Africa ed africani vengono appiattiti al ruolo di semplici comparse, e l’attenzione si sposta tutta sul triangolo “amoroso” Favino-Puccini-Accorsi. I due protagonisti maschili, in particolare, quando si innesca il meccanismo di truffe, imbrogli e tradimenti, vorrebbe citare i duetti Sordi-Gassman, ma il contesto non è dei più adeguati, per quanto la recitazione sostenga sforzi in tal senso. Pellegrini ha voluto unire La mia Africa a La stangata, come se fosse partito con determinati intenti e si fosse accorto in corso di lavorazione che un genere più commerciale sarebbe stato meglio accolto, cambiando rotta in corso d’opera; il risultato però è un ibrido che, sebbene non deluda del tutto, nemmeno mantiene le promesse, in un’indecisione fatale fra anima e successo. Alcuni momenti particolarmente divertenti, tutti ascrivibili alla prima parte, valgono comunque la visione, e gli splendidi panorami kenyoti valgono davvero la pena, ma nel complesso, si è visto ben di meglio.

TITOLO ORIGINALE: La vita facile

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