IRIS, 23.00: Sospesi nel tempo

SOSPESI NEL TEMPO di Peter Jackson. Con Michael J. Fox, Trini Alvarado, Jake Busey, Dee Wallace Stone. Nuova Zelanda, USA, 1996. Horror.

Inizialmente pensato per la serie Racconti della cripta di William Gaines, Sospesi nel tempo ha vinto un premio al Festival Internacional de Cinema de Catalunya ed ha ricevuto dieci nominations a vari premi internazionali. Frank Bannister ha perso la moglie in un incidente d’auto e da allora riesce a vedere i fantasmi. Il suo dono, però, lo usa per gabbare ignari clienti individuati ai funerali, che prima spaventa servendosi di tre fantasmi suoi amici, e poi “salva” pretendendo cifre stratosferiche. Quando, però, un serial killer spettrale comincia a terrorizzare la sua cittadina, Bannister sembra l’unico in grado di fermarlo, ma per farlo dovrà riaffrontare ricordi che credeva ormai sepolti da tempo.

Jackson ha cominciato con l’horror, ed all’horror prima o poi si torna sempre. In Sospesi nel tempo, però, non c’è traccia dello splatter grossolano e provocatorio di Splatters – Gli schizzacervelli: l’horror di riferimento è più soft, e virato decisamente sui toni della commedia soprannaturale. Di qui la scelta di Michael J. Fox come protagonista, familiare con il genere da Voglia di vincere, che se la cava egregiamente anche alle prese con gli ectoplasmi di Jackson. Sospesi nel tempo gioca con riferimenti e citazioni, mischia generi diversi, strizza l’occhio a Poltergeist – Demoniache presenze ed a L’esorcista, parodia Full Metal Jacket (splendida la comparsata del fantasma di R. Lee Ermey) ed omaggia l’horror anni ’40, il tutto con una verve senza eguali, che diverte, appassiona e, a tratti, riesce anche a spaventare. La sequenza d’apertura è una dichiarazione d’intenti, ed il film scorre sui binari dell’horror comedy modello Raimi senza sbandare e con una piena padronanza di entrambi i generi. Il budget alto, merito di Zemeckis, permette effetti speciali all’avanguardia, che danno corpo (si fa per dire) ad alcuni dei fantasmi più divertenti mai apparsi al cinema (memorabile il Giudice di John Astin, squisitamente terrificante il Johnny Bartlett di Jake Busey, che purtroppo perde una parte della sua efficacia una volta rimosso il cappuccio del Mietitore). Jackson si limita a giocare, ma lo fa con grande stile, e non lascia delusi sul risultato: Sospesi nel tempo rimane uno dei lavori più divertenti del regista neozelandese, un buon esempio di come il cinema di Raimi e Dante abbia influenzato la corrente new horror.

TITOLO ORIGINALE: The Frighteners

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4 Comments

  1. pellicola deliziosa, "cattiva" il giusto e piena di citazioni (il generale di full metal jacket tagliato a metà dallo spirito assassino), divertente e ben diretta: si capiva sin da allora che jackson avrebbe fatto strada!

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