RAIMOVIE, 00.35: Il gatto a nove code

IL GATTO A NOVE CODE di Dario Argento. Con James Franciscus, Karl Malden, Catherine Spaak, Pier Paolo Capponi. Italia, Francia, Germania Ovest, 1971. Thriller.

Secondo film dell’ideale Trilogia degli animali, Il gatto a nove code è il quarto film di Dario Argento. Franco Arnò, ex giornalista cieco che lavora come enigmista, si imbatte per caso in una conversazione sospetta fra due uomini seduti in macchina davanti all’istituto di ricerca Terzi: l’argomento discusso dai due sembra essere il ricatto di uno ai danni dell’altro. La notte stessa, all’istituto penetra un uomo che irrompe nell’ufficio di uno dei dottori che vi lavorano. Incuriosito, la mattina dopo Franco si avvicina al Terzi, imbattendosi in Carlo Giordani, un giornalista interessato alla notizia dell’irruzione. I due sono sorpresi dalle dichiarazioni dei ricercatori, che affermano che niente è stato rubato dall’istituto, ma soprattutto dalla loro ritrosia nel rivelare la natura delle ricerche svolte. Quando, però, il dottor Calabresi, uno dei due uomini che Arnò aveva sentito discutere in macchina, viene ucciso, Franco e Carlo decidono di collaborare per venire a capo della faccenda.

All’uscita de L’uccello dalle piume di cristallo, Argento riscosse molto più successo negli States che in patria, almeno inizialmente, e fu questa la molla che spinse la USA National General a contattare la Titanus per affidare immediatamente al regista romano un nuovo progetto, da realizzare il prima possibile. Forte dei fondi americani e della disponibilità di Argento, la Titanus si mise immediatamente all’opera per la realizzazione de Il gatto a nove code, salvo poi fare di tutto per boicottarlo una volta arrivati alla vigilia della distribuzione in quanto “venuto male” e “poco spaventoso”. Lo stesso Argento, effettivamente, ha dichiarato che questo suo secondo thriller è fra i suoi film meno amati, e che durante la lavorazione ha avuto poca libertà autoriale, pressato continuamente da produttori e coproduttori perché rispettasse le richieste del mercato e italiano e statunitense. Il risultato finale, però, per quanto inferiore ad altri lavori di Argento, mantiene comunque un proprio fascino ed una propria poetica. Complice la presenza statunitense, i toni, rispetto al film precedente, virano molto di più sul noir modello Marlowe che non su un thriller nostrano stile Bava, ma Argento riesce comunque a mantenere intatta la propria poetica estetica, specie nella ricostruzione della solita, anonima e oscura metropoli, che può essere ognuna e nessuna città reale, ma che le rappresenta tutte nella sua anima nera e nella sua fondamentale inconoscibilità. Gli attori principali vennero imposti dalla General, che cercava volti più noti al pubblico americano: Franciscus era fresco di L’altra faccia del pianeta delle scimmie, mentre la presenza di Malden voleva segnare un (molto) ideale parallelo fra Hitchcock e Argento; paradossalmente, però, proprio la mancata autorità da parte del regista sugli attori rende la loro performance migliore di quanto probabilmente sarebbe stata, considerata la scarsissima importanza che normalmente Argento dà alla recitazione nei suoi film. I difetti sono sempre quelli: una sceneggiatura con fin troppi buchi ed una logica inconcepibile (tutti sanno il nome dell’assassino, ma nessuno lo vuole dire per telefono) ed una coerenza narrativa fin troppo sacrificata, ma ancora l’estetica è tale da poter rimediare alle imprecisioni del racconto, ed Argento dimostra una notevole padronanza della suspense e della tensione. Una curiosità: nonostante siano stati proprio gli americani a volere Il gatto a nove code, negli States la versione “integrale” (che poi è l’unica distribuita in Europa) è quasi introvabile, mentre ne circola da sempre una tagliata di venti minuti buoni, “depurata” da ogni eccesso di violenza e dai riferimenti all’omosessualità di due dei personaggi: amanti del thriller all’italiana, forse, ma puritani fino in fondo.

TITOLO ORIGINALE: Il gatto a nove code

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...