ITALIA 1, 04.10: Slither

SLITHER di James Gunn. Con Michael Rooker, Nathan Fillion, Elizabeth Banks, Tania Saulner. USA, Canada, 2006. Horror.

Film d’esordio alla regia di James Gunn, Slither ha vinto un Saturn Award (Miglior Trucco) ed un Chainsaw Award (Body Count Più Alto), oltre ad aver ricevuto una nomination ad un altro Saturn Award (Miglior Film Horror). La tranquilla cittadina di Wheesley viene sconvolta dall’arrivo di un misterioso meteorite, dal quale esce uno strano vermone alieno. L’essere infetta Grant Grant, uno dei cittadini, che inizia una mostruosa metamorfosi. Grant riesce, dando vita ad altri vermi, ad infettare gran parte della città, fino a che i pochi sopravvissuti, guidati dalla moglie di Grant, Starla, e dallo sceriffo Bill Pardy, non tenteranno un ultimo attacco per uccidere la creatura e fermare il contagio prima che si spanda per tutto il continente…

In un film come Slither, rimandi e citazioni sono l’ingrediente principale: dalla fantascienza anni ’50-’60 (fra tutti, L’invasione degli Ultracorpi di Don Siegel) al cinema di David Cronenberg (in particolare Il demone sotto la pelle e Brood – La covata malefica) fino a certa cultura popolare giapponese (il manga Uzumaki di Junji Ito), con qualche accenno alla saga di The Toxic Avenger, ai film di Romero, Dekker, Carpenter, Gordon, Kaufman e probabilmente molti altri ancora. Fortunatamente lontano da un mosaico di modello tarantiniano, Gunn realizza un film di basse pretese, divertente ed a suo modo appassionante, che si diverte a disgustare il pubblico con improbabili effetti speciali che ricordano il primo Peter Jackson e che virano più sulla risata che sul brivido. Condito da una sana ma leggera satira politica, Slither conquista il titolo di cult grazie ad alcune scene incredibili, coma la donna-palla e la fuga dalla vasca da bagno, che rimangono decisamente nell’immaginario dello spettatore. Arricchito da una colonna sonora canzonatoria e beffarda, con dialoghi surreali ed a tratti esilaranti (il poliziotto di fronte al mostro tentacolato: “E ora come gliele metto le manette?!”), splatter quanto basta ma comunque nei limiti del teen-movie, intelligente e citazionista, Slither riporta la serie B ad una dimensione di intrattenimento ragionato, per quanto possibile, e mai banale, in una continua presa di giro dello spettatore che diverte realizzatori e fruitori. Non certo un capolavoro, ma comunque all’altezza di ogni più rosea aspettativa.

TITOLO ORIGINALE: Slither

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