CULT, 21.00: Mariti e mogli

MARITI E MOGLI di Woody Allen. Con Woody Allen, Mia Farrow, Sydney Pollack, Judy Davis. USA, 1992. Commedia.

Primo film da regista indipendente per Allen dai tempi di Prendi i soldi e scappa, Mariti e mogli ha ricevuto dieci premi internazionali e sette nominations, due delle quali agli Oscar. Gabe e Judy sono una coppia sposata ormai da dieci anni, che vede il proprio matrimonio andare in crisi al momento in cui i loro migliori amici, Sally e Jack, annunciano il proprio divorzio. La separazione dei due costringe sia Gabe che Judy a porsi interrogativi sulla propria vita matrimoniale, sui sogni non realizzati, sui sacrifici fatti e le occasioni perdute; nel frattempo, Jack trova subito un nuovo amore in cui si getta anima e corpo e Sally soffre la solitudine.

Woody Allen e la ricerca della felicità. Nel sogno americano per eccellenza il regista newyorkese non ha mai creduto troppo, specie se si tratta di indagare le dinamiche della vita di coppia: disilluso, smaliziato, sarcastico e spietato, Allen da sempre mette alla berlina le illusioni di realizzazione e “bella vita” della medio-alta borghesia statunitense (ma non solo). Mariti e mogli è un feroce apologo che concentra in appena 100 minuti il maggior numero di problematiche e situazioni limite riscontrabili in un rapporto di coppia, segnalandone ipocrisie, falsi compromessi, inganni e lacune. Il risultato è disarmante: la felicità nella monogamia non esiste, il massimo che si possa trovare è un lieve alleggerimento di un mal de vivre il cui sintomo principale è la solitudine. E, finché cura il senso di abbandono e la paura delle notti solitarie, ben venga anche il matrimonio. Cinico e spietato, Allen dirige con maestria i propri attori in una commedia amara, in cui si ride solo a denti stretti e che presenta il peggio di entrambi i sessi in una parità di genere che non risparmia nessuno. Con due interpreti femminili che bucano lo schermo ed un Pollack in splendida forma, attorniati da personaggi di contorno classici nella filmografia alleniana ma comunque efficaci, Mariti e mogli scava nelle inquietudini e nelle paure dello spettatore per poi deriderlo e metterlo a disagio assieme ai personaggi, culminando in un finale che non lascia spazio a consolazioni e facili rimedi. Ironicamente, all’uscita del film lo stesso Allen ruppe la convivenza con Mia Farrow, che aveva scoperto la sua relazione con Soon Yi Previn, figlia adottiva di lei ed attuale moglie del regista: una prova del nove nelle teorie alleniane?

TITOLO ORIGINALE: Husbands and Wives

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2 Comments

  1. Questo film mi è piaciuto……..come dici tu, questo film mette in luce il rapporto di coppia, un pò come accadde in Hanna e le sue sorelle, solo che quel film per me è un pugno nello stomaco e l'ho visto fino alla fine in modo forzato.
    e tutto sommato finisce bene, tutti si accoppiano o si riaccoppiano……:)
    piace anche a lui questo film, sapevi del fatto che lui non è contento di buona parte della sua filmografia?
    Non so se hai mai visto quest'articolo:
    http://www.ilpost.it/2010/06/27/i-sei-film-preferiti-da-woody-allen/
    Buonanotte!

  2. Beh, la cosa non mi sorprende, raramente uno come lui è soddisfatto del proprio lavoro… Grazie per l'articolo, molto interessante. Curiosamente, non sono d'accordo con alcune delle sue scelte in fatto di "film da salvare": ok per ZELIG, LA ROSA PURPUREA, MARITI E MOGLI e MATCH POINT, ma PALLOTTOLE SU BROADWAY, per quanto divertente e ben fatto, non lo considero uno dei suoi capolavori, e VICKY CHRISTINA BARCELONA lo vedo proprio come uno dei suoi lavori minori. Personalmente avrei inserito UN'ALTRA DONNA, CRIMINI E MISFATTI o INTERIORS.
    Buona giornata!

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