MEDIASET EXTRA, 23.30: La terza madre

LA TERZA MADRE di Dario Argento. Con Asia Argento, Adam James, Moran Atias, Coralina Cataldi Tassoni. Italia, 2007. Horror.

Sequel di Inferno di Argento, La terza madre è l’ultimo capitolo dell’ideale Trilogia delle Madri. Viterbo: una misteriosa urna viene rinvenuta assieme ad una bara durante alcuni lavori di restauro del manto stradale vicino al cimitero. Sarah Mandy, che lavora al museo di arte antica di Roma, riceve l’urna da analizzare e, presa dalla curiosità, la apre assieme alla vice curatrice Giselle. Le due ragazze non sanno di aver attirato sul mondo un male antico e peverso, la Mater Lacrimarum, l’ultima rimasta di tre potentissime streghe. Giselle viene brutalmente uccisa da alcuni demoni servitori della strega, mentre Sarah riesce a mettersi in salvo rifugiandosi a casa di Michael, il direttore del museo. La Mater, però, è stata risvegliata, ed un folto gruppo di streghe si sta radunando da tutto il mondo a Roma per dare il benvenuto alla propria regina…

A distanza di più di vent’anni da Suspiria e Inferno, i primi due capitoli della Trilogia delle Madri ispirata al Suspiria de profundis di Thomas de Quincey, Argento rimette si decide finalmente a concludere la trilogia, mettendo in scena, dopo Mater Suspiriorum e Mater Tenebrarum, l’ultima strega della sua empia trinità, la Mater Lacrimarum intravista per pochi secondi in Inferno, dov’era interpretata dalla splendida ed inquietante Ania Pieroni. Le intenzioni di Argento sembrano essere un vero e propri ritorno alle origini: rinnovata la collaborazione con l’ex moglie Daria Nicolodi, presente nel ruolo sia di attrice che di sceneggiatrice in tutti i film di Argento da Profondo rosso ad Opera; recuperato lo storico Simonetti alle musiche, che cambia genere rispetto alle colonne sonore elaborate per Nonhosonno e Il cartaio e torna ad uno stile più da Goblin; la fotografia, firmata Frederic Fasano, sembra abbandonare l’atmosfera a telegiornale delle ultime pellicole, tentando di recuperare una dimensione più autenticamente orrorifica come non se ne vedeva da Tenebre. Il risultato è, tutto sommato, meno deludente del previsto. Certo, Argento non è più quello di un tempo, ed i limiti ormai si vedono tutti (arriva perfino a sbagliare il nome della protagonista di Suspiria), ma proprio la tensione verso un tempo più felice della sua cinematorafia solleva La terza madre dalle bruttezze delle ultime pellicole, riportando perlomeno le atmosfere a quello che dovrebbero essere. Inutile ormai commentare la spiazzante incapacità degli attori: si sa dalle origini che il regista romano considera le performance degli interpreti esclusivamente degli strumenti funzionali alla storia, e cche non gli è mai interessato perciò dirigere gli attori, inutile quindi aspettarsi qualcosa di superiore alla mediocrità su quel fronte. Notevole invece il senso di claustrofobia e tensione crescente in alcune scene (come quella dell’esplorazione nella villa della Mater), sfiziose alcune autocitazioni (su tutte il bagno nella putrida piscina ereditato da Phenomena) ed intrigante la  già citata colonna sonora. Il gore spesso e volentieri scivola verso il contemporaneo torture porn più che rimandare al primo Argento, ed il risultato non sempre è dei migliori, specie considerati gli imbarazzanti buchi nella trama, ma la visione d’insieme è sufficiente, se non a salvare il film, perlomeno a metterlo svariati gradini più in alto delle ultime opere del Nostro. Argento sembra irrecuperabile, ma se i suoi ultimi film avevano definitivamente sepolto la speranza di rivederlo, La terza madre almeno accende un po’ di nostalgia.

TITOLO ORIGINALE: La terza madre

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