RAITRE, 21.10: La bussola d’oro

LA BUSSOLA D’ORO di Chris Weitz. Con Dakota Blue Richards, Nicole Kidman, Daniel Craig, Sam Elliott. USA, GB, 2007. Fantasy.

Tratto dall’omonimo romanzo di Philip Pulman, La bussola d’oro ha vinto un Oscar, un BAFTA Award, un CDG Award ed un preimo alla Art Director’s Guild, ed ha ricevuto altre ventisei nominations a premi internazionali. In un mondo parallelo al nostro, ogni persona è accompagnata dalla propria anima, che vive esterna ad essa e si manifesta come daimon, dalla forma animale. Lyra Belacqua è una bambina che vive al Jordan College di Oxford e che, per caso, viene a conoscenza della misteriosa Polvere. Il dittatoriale Magisterium, che vuole nascondere la Polvere, sembra avere interessi anche nei confronti della bambina, che viene presa dall’inquietante e bellissima Mrs. Coulter. Accompagnata dal suo daimon Pantalaimon, Lyra si troverà al centro di un’incredibile avventura…

La trilogia Queste oscure materie di Philip Pulman scatenò a suo tempo una tempesta mediatica a causa dei contenuti chiaramente massoni ed anticlericali, che scontentarono non poco le autorità religiose americane e di tutto il mondo. La bussola d’oro di Weisz, tratto dal primo dei romanzi, riesce nella non facile impresa di sconteare nuovamente i credenti per via di un anticlericalismo di fondo mai assente, ma anche la assoiazioni laiche ed antireligiose che hanno visto, nel film, smorzate notevolmente le allegorie massoniche presenti nel libro. Il Magisterium, che vorrebbe rappresentare la Chiesa cattolica, appare come un’istituzione totalitarista e spesso violenta, nemica naturale della ragione e del libero pensiero, che arriva a strappare l’anima ai bambini pur di estendere il proprio dominio sulle coscienze; unica “eletta” che può fermare lo strapotere dell’Autorità (il dio adorato dal Magisterium) è la piccola Lyra, interpretata da un’antipaticissima Dakota Blue Richards, che unirà al proprio fianco tutti i liberi pensatori e gli anarchici che riuscirà a conquistare con la propria prontezza di spirito ed il proprio coraggio. Ideologicamente fazioso ed aberrante, La bussola d’oro presenta comunque un livello tecnico altissimo, con effetti speciali all’avanguardia che rendono reali i daimon di Pulman e gli splendidi Orsi del Ghiaccio. Weisz, però, non riesce a sostenere lo scambio di media con una sceneggiatura ed una regia adeguate, ed il film risulta episodico e lento, senza un vero filo unitivo tra una scena e l’altra. Altro difetto, non trascurabile, è la scarsissima originalità della trama: tra Star Wars ed i romanzi della Hobb, fra Earthsea e Narnia, c’è veramente poco ne La bussola d’oro che non sia già stato raccontato e visto, anche se la maggior parte della responsabilità è in questo caso imputabile al romanzo di partenza, comunque modificato per l’adattamento al grande schermo. Un fantasy mediocre, che vorrebbe essere manifesto di un illuminismo rinato ma che non riesce nemmeno a stimolare l’immaginazione quel tanto che basta a portare lo spettatore nel mondo fantastico che rappresenta. Un cast all-star decisamente sprecato, per un film che non lascia traccia.

TITOLO ORIGINALE: The Golden Compass

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