SKY COMEDY, 00.45: Bubba Ho-Tep – Il re è qui

BUBBA HO-TEP – IL RE È QUI di Don Coscarelli. Con Bruce Campbell, Ossie Davis, Bob Ivy, Ella Joyce. USA, 2002. Horror.

Tratto da un racconto lungo di Joe R. Lansdale, Bubba Ho-Tep – Il re è qui ha vinto sei premi internazionali ed ha ricevuto altre sei nominations. 1997, casa di riposo East Texas: Sebastian Haff, un vecchio sosia di Elvis Presley, trascorre nella noia i propri ultimi giorni, nell’anonimato e nella continua umiliazione di una vecchiaia impotente. Ciò che nessuno sa, è che Sebastian è in realtà il vero Elvis Presley, che aveva scambiato identità con un suo fan per fuggire alle pressioni della celebrità. Il suo unico amico nella casa di riposo è John, un uomo di colore che insiste nell’essere John F. Kennedy, “colorato” ed abbandonato nell’ospizio dopo l’attacco di Lyndon Johnson. I due passano giornate una uguale all’altra, fino al momento in cui non si accorgono che un’antica mummia egizia si è risvegliata e sta facendo incetta di anime proprio nella loro casa di riposo…

A riposo dalla prolifica serie di Phantasm, Don Coscarelli confeziona uno squisito cult movie, partendo da un racconto di Lansdale apparso nella raccolta The king is dead: Tales of Elvis post-mortem. Il risultato è strepitoso: una commedia horror che oscilla perennemente fra ilarità e malinconia, gusto per l’assurdo e brividi, un mix autoriale notevole che intrattiene e diverte. Al centro della scena c’è Bruce Campbell, l’Ash Williams della serie Evil Dead, l’attore feticcio di Raimi, che interpreta un Elvis Presley depresso, solo ed abbandonato da un mondo che lo crede morto e che idolatra la sua immagine, preferendo un mito morto ad un vecchio vivo; l’antagonista è l’esilarante mummia Bubba Ho-Tep, che ha il corpo, se non il volto, di Bob Ivy, un morto vivente vestito da indiano che succhia l’anima degli anziani residenti di una casa di riposo, nella certezza che le sue vittime non verranno cercate né piante da nessuno; attorno a loro, tutta una serie di figure tragicomiche, vecchi deliranti e spinti quasi alla pazzia dalla depressione e dalla solitudine, “amorevolmente” accuditi da una giunonica infermiera ed a tutti gli effetti relegati fori da una società che li considera indesiderabili. Il culto della giovinezza porta inevitabilmente a considerare l’anzianità una malattia, e gli anziani dei paria potenzialmente contagiosi, che portano all’occhio ciò che invece dovrebbe essere tenuto nascosto come la lebbra, la vecchiaia: Coscarelli, e Lansdale prima di lui, non fanno sconti alla società dell’immagine, e raccontano una storia “di soli vecchi” che è un inno alla vita, in ogni suo stadio, pur appesantito da una struggente malinconia per un passato che non può tornare ed un presente che nella propria inconsistenza costringe comunque ad indugiare nei ricordi. Bubba Ho-Tep – Il re è qui è stato girato con poco meno di un milione di dollari, ma con una valanga di idee, da una mano esperta e da un cast formidabile, che dà vita alle bizzarre creature partorite dalla penna di Lansdale. Si ride, ci si spaventa, si riflette, si soffre coi personaggi: per niente appesantito da un colto gioco citazionista, il film riesce ad appassionare pur col suo ritmo decisamente più lento del normale, per un horror. Un cult come ce ne sono pochi, una tragicommedia in tinte horror che non può non conquistare.

TITOLO ORIGINALE: Bubba Ho-Tep

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