LA7, 01.00: Ultimatum alla Terra

ULTIMATUM ALLA TERRA di Robert Wise. Con Michael Rennie, Patricia Neal, Hugh Marlowe, Sam Jaffe. USA, 1951. Fantascienza.

Tratto dal racconto Addio al padrone di Harry Bates, Ultimatum alla Terra ha vinto un Golden Globe per il Miglior Film Promotore di Amicizia Internazionale ed ha ricevuto una nomination a quello per la Migliore Colonna Sonora. Washington: un disco volante atterra in un palco, scatenando la curiosità della popolazione e l’allarmismo dell’esercito. Dall’astronave esce Klaatu, un alieno dall’apparenza umana, che viene accolto dallo sparo di un soldato e viene ferito appena sceso a terra. Portato in ospedale, Klaatu riesce a fuggire, confondendosi fra la folla e presentandosi come Carpenter. Entrato in contatto con un eminente scienziato, il professor Barnhardt, Klaatu gli rivela che la Terra sarà a breve distrutta dalla Confederazione Galattica, a meno che non rinunci ad una politica belligerante, che rischia di mettere a rischio l’intera galassia…

Un vero e proprio cult della fantascienza, inserito di diritto nel 1995 nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso USA. Robert Wise si cimenta con un genere neonato e dalle potenzialità infinite, trasformandolo da possibile divertissement in uno strumento di critica e lotta sociale e politica. Gli spunti dal racconto di Bates sono davvero pochi: basti pensare che, sulla carta, Klaatu viene ucciso appena messo piede fuori dall’astronave, e che protagonista assoluto è il massiccio Gort, poi rinchiuso in un museo. Ultimatum alla Terra si muove su un binario diverso dalla fonte, e si fa manifesto di un messaggio pacifista fra i più diretti ed inquietanti, che nasconde una triste rassegnazione: se gli uomini non sono in grado di cessare la guerra per amore della razza umana o del pianeta, dovranno pur farlo sotto la diretta minaccia di un annientamento totale. Minaccia che, negli anni ’50, non era rappresentata da una confederazione aliena che pattuglia la galassia, quanto dal ben più concreto e reale impiego della bomba atomica in una eventuale ma sempre più probabile guerra contro l’Unione Sovietica. Edmund H. North inserisce nella sceneggiatura palesi riferimenti cristologici, con un protagonista “celeste”, nel senso letterale di proveniente dal cielo, che predica la pace e l’amore fraterno, si confonde fra la gente comune facendosi chiamare “Falegname” (Carpenter), viene tradito ed ucciso, ma risorge ed ascende al cielo. Wise, da parte sua, riesce a non eccedere in retorica e a non far risultare il film eccessivamente serioso o supponente, ma si mantiene sulla sottile linea fra intrattenimento e messaggio, equilibrando significato e significante in un modo assolutamente sconosciuto, per esempio, a Scott Derrickson, autore dell’indegno remake del 2008. Fra la storica colonna sonora di Bernard Herrmann, le battute imparate a memoria (compreso l’iconico “Klaatu, barada nikto!” stracitato e straosannato), interpreti sempre all’altezza ed effetti speciali per l’epoca più che dignitosi, Ultimatum alla Terra si impone all’immaginario collettivo e segna una generazione, purtroppo senza operare quel cambiamento che il protagonista alieno avrebbe auspicato.

TITOLO ORIGINALE: The Day the Earth Stood Still

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2 Comments

  1. Ho visto questo film qualche mese fa e l'ho trovato molto bello. Come dici tu, è stato costruito per lanciare un messaggio pacifista; non mi aspettavo che fosse così differente dal romanzo (non l'ho letto) da cui è stato tratto.
    Complimenti per la recensione e per tutto il blog!

    Francesco

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