HOME VIDEO: U’ stissu sangu – Storie più a sud di Tunisi

U’ STISSU SANGU – STORIE PIU’ A SUD DI TUNISI di Francesco Di Martino. Italia, 2009. Documentario.

Esordio alla regia per il fotografo Francesco Di Martino, U’ stissu sangu – Storie più a sud di Tunisi è rientrato nella selezione ufficiale del Festival del Cinema Africano di Verona, del Queens International Film Festival e del Levante International Film Festival di Bari. L’emergenza migranti, al sud della Sicilia, è un “problema” che giorno dopo giorno si fa sempre più pressante e presente. Attraverso racconti e interviste, Di Martino ricostruisce la vita di chi viaggia per mare alla ricerca di un nuovo inizio, di chi li accoglie in centri di accoglienza, di chi li prende a lavorare nei campi, e di quelli che, sognando la ricchezza, si trovano nella miseria e nel rifiuto.

Francesco Di Martino, il regista, è un fotografo di Noto, paese del Siracusano, che ha pubblicato alcuni suoi lavori anche sul Corriere della sera; Sebastiano Adernò, lo sceneggiatore, è un recensore di libri e scrittore laureato in Lettere a Milano. I due si incontrano per parlare di un fatto sempre pù all’attenzione del grande pubblico, usando però la voce di chi, fin troppo spesso, è generalizzato come “Lo Straniero”, o perfino demonizzato da certe fazioni politiche che, in nome di una dubbia purezza etnica, trascurano di soffermarsi sullo scenario di un’eventuale Italia senza immigrati: un Paese morto, inerte, privato di gran parte della forza lavoro che si è addossata i compiti ed i mestieri che l’italiano “civilizzato” non pende più neanche in considerazione. Il merito di U’ stissu sangu – Storie più a sud di Tunisi è quello di non calcare la mano su facili emotivismi, fatti eclatanti o richiami moralistici: Di Martino e Adernò si limitano a raccontare delle storie, con semplicità ed immediatezza, lasciando che siano i volti e le vicende personali a parlare, senza ulteriori ricami che avrebbero rovinato il messaggio basilare. Fra lavoratori a nero e ragazzi accampati sotto gli alberi, fra accoglienza e xenofobia, fra integrazione ed isolazionismo, U’ stissu sangu scava alle radici di un movimento migratorio che sembra inarrestabile e più imponente che mai, sottolineandone le illusioni come le speranze, i motivi oggettivi come i sogni personali, arrivando ad un quadro finale quanto mai ricco ed umano, senza massificazioni, senza generalizzazioni, mostrando ogni storia come tale e non come esempio universale, insistendo sulla necessità dell’incontro e non sulla teorizzazione sociologica, riportando il problema a quella che è la sua dimensione primaria, quella umana. U’ stissu sangu è un film che andrebbe proiettato, visto, discusso, un documentario che porta all’attenzione degli italiani dei fatti spesso distorti dalla visione, purtroppo spesso faziosa, di notiziari e quotidiani: un film che fa parlare chi normalmente non ha voce, che porta il pubblico a vedere i finali di storie raccontate a mezzo, che non abbandona mai la speranza ma che non si lascia trasportare da visioni idealistiche. Notevole.

TITOLO ORIGINALE: U’ stissu sangu – Storie più a sud di Tunisi

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2 Comments

  1. Grazie mille per il commento, significa molto per me! E sono contento ti sia ritrovato nella mia recensione. Grazie, poi, per il documentario: c'è bisogno di lavori simili.

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