FANTASY, 23.40: La casa

LA CASA di Sam Raimi. Con Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Richard Demanicor, Betsy Baker. USA, 1981. Horror.

Il film che ha lanciato Raimi e Campbell, La casa ha vinto un Saturn Award e due premi al Sitges – Catalonian International Film Festival, ed ha ricevuto una nomination ai DVD Premiere Awards. Cinque amici, Ash, Cheryl, Linda, Shelly e Scott, decidono di passare assieme il fine settimana in uno chalet di montagna, per un esperienza campestre fra amici. Lo chalet scelto, però, è stato usato da un archeologo per compiervi studi su un mistico manoscritto, il Necronomicon ex mortis, un antico libro di magia capace di risvegliare potenze oscure. I cinque amici trovano la registrazione degli appunti dell’archeologo e, avviandola, recitano involontariamente una delle formule del Necronomicon. Gli effetti non tarderanno a manifestarsi: demoni della foresta e spiriti maligni cominceranno a mietere vittime fra i ragazzi…

Inizialmente devastato dalla critica, La casa è in breve tempo diventato un cult, quasi il modello dei film low-budget indipendenti. Girato in un anno e mezzo solo i fine settimana fra Raimi, qualche amico ed un pugno di attori sconosciuti, con soli 350000$ a disposizione, usando come location uno chalet abbandonato, la cantina di Raimi e la casa di campagna del produttore Robert Tapert, con effetti speciali di fortuna (perlopiù latte, marmellata e cornflakes per i vari fluidi corporei di demoni e simili), il film è uno splendido esempio di cosa è possibile fare con un bel po’ di determinazione e voglia di mettersi in gioco, pur con mezzi non esattamente all’avanguardia. La casa incarna una nuova generazione di horror, che si diletta di cinefilia ma abbandona ogni correttezza nei confronti dello spettatore, dilettandosi con sadismo ed efferatezza in un’esagerazione continua, con fulminanti sprazzi di ironia ed uno spirito goliardico di sottofondo che non si maschera affatto. I cinque protagonisti, più che dignitosi contando che nessuno di loro era un attore professionista all’epoca, servono fondamentalmente da carne da macello, con il pubblico che, divertito dall’assoluta incredibilità di alcune scene, non si limita più a chiedersi “Chi sarà il prossimo a morire?”, quanto “Come morirà il prossimo?”. Il genio sregolato di Raimi esplode con tutta la sua verve, e costruisce quella che a tutti gli effetti è una parodia dello slasher, infarcendo di gore incredibilmente esagerato una storia che sta sulla punta di uno stuzzicadenti. Gli omaggi ai colleghi non mancano (anche diretti: su una parete dello chalet è visibile il poster de Le colline hanno gli occhi di Craven), le prese di giro neppure, ma la leggerezza di Raimi risulta il più delle volte piacevolmente spiazzante, in un crescendo che arriva ai beffardi titoli di coda, la cui musica di sottofondo fa da contrasto ad un precedente cliffhanger sanguinoso e iperviolento. Una piccola perla di indipendentismo, un puro Raimi non ancora contaminato dalle major: La casa rimane un cult assoluto, l’apogeo del cinema-fai-da-te.

TITOLO ORIGINALE: Evil Dead

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