AL CINEMA: Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare

PIRATI DEI CARAIBI – OLTRE I CONFINI DEL MARE di Rob Marshall. Con Johnny Depp, Penelope Cruz, Ian McShane, Geoffrey Rush. USA, 2011. Fantastico.

Sequel di Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo di Gore Verbinski, Pirati dei Caraibi  – Oltre i confini del mare è liberamente tratto da Mari stregati di Tim Powers. Arrivato a Londra, il pirata Jack Sparrow scopre che qualcuno lo sta impersonando per reclutare una ciurma. Confrontando l’impostore, Jack scopre di trovarsi di fronte ad una sua ex fiamma, Angelica, che lo fa rapire e portare a forza sulla Queen Anne’s Revenge, la nave del temuto pirata Barbanera, padre e capitano di Angelica. Costretto dal potere del nemico a restare a bordo, Jack dovrà aiutarlo a trovare la Fonte della Giovinezza, inseguito dal Governo spagnolo come da quello inglese, nella persona del nuovo corsaro del Re, l’ex primo ufficiale Barbossa…

Finita la trilogia di Verbinski, Pirati dei Caraibi era risultato uno dei migliori investimenti della Disney (nonostante la scarsa qualità dell’ultimo episodio, gli incassi non avevano di che lasciare delusi). Chiaramente, il franchise non poteva essere abbandonato alla deriva, e Bruckheimer si è da subito dichiarato più che disposto a far riprendere vela a Sparrow e compagni. Liberatosi di Verbinski, che sembra aver perso interesse dopo aver chiuso il proprio ciclo narrativo, e dei due protagonisti Keira Knightley e Orlando Bloom, di cui francamente non c’è rimpianto, la saga riparte (quasi) da zero per nuove avventure. Riconfermati Johnny Depp, Geoffrey Rush, Kevin McNally e Keith Richards, affidato il timone al Rob Marshall di Chicago , Memorie di una geisha e Nine, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare può finalmente prendere il largo. Le due new entry principali sono anche le più memorabili: Penelope Cruz dà filo da torcere a Depp/Sparrow incarnando la tostissima Angelica, chiamata come l’ “indomabile” omonima dei film con Michèle Mercier, una coprotagonista femminile ben più all’altezza della Knighley; Ian McShane, invece, interpreta il temutissimo Edward Teach, meglio noto come Barbanera, già portato sul grande schermo dalla Disney nelle vesti di spettro burlone ne Il fantasma del pirata Barbanera di Robert Stevenson, stavolta nelle ben più adeguate vesti di spietato bucaniere, amorale, crudele e sanguinario, con tanto di barba fumante come da cronache storiche ed al comando di un inquietantissimo veliero vivente. Fra zombi, sirene e duelli in bilico sul precipizio, si riconfermano tutti gli ingredienti che hanno consacrato al successo la prima trilogia, in modo particolare il primo episodio: avventura improbabile e divertentissima, elementi fantastici e personaggi simpatici quanto basta, fra azione rocambolesca e gag memorabili. Mari stregati di Tim Powers (lo stesso libro che ha ispirato, fra l’altro, la saga videoludica di Monkey Island) dà il “la” alla trama, che riesce poi a svilupparsi autonomamente senza troppi debiti né rimandi. Niente cinema d’autore, sia chiaro, ma a livello di blockbuster, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare è uno spettacolo notevole, che riesce a risollevare le sorti di un franchise quasi affondato dal capitolo precedente.

TITOLO ORIGINALE: Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides

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