AL CINEMA: RED

RED di Robert Schwentke. Con Bruce Willis, John Malkovich, Mary-Louise Parker, Helen Mirren. USA, Canada, 2010. Azione.

Tratto dall’omonimo fumetto di Warren Ellis e Cully Hamner, RED ha ricevuto due nominations ai Saturn Awards, tre ai Satellite Awards, ed una a Golden Globe, Image Awards e Broadcast Film Critics Association Awards. Frank Moses sembra un pensionato come tanti, vive solo, passa giornate ripetitive interrotte solo dalle telefonate a Sarah, la centralinista dell’ufficio pensioni, con la quale si diverte a flirtare. Che Frank non sia un pensionato qualunque, però, diviente chiaro dal momento che alcuni mercenari pagati dalla CIA si presentano in casa sua per ucciderlo. Eliminati gli aggressori, Frank entra in clandestinità, recupera Sarah, in pericolo per le conversazioni avute con lui, e comincia a rintracciare la sua vecchia squadra: anche Frank, infatti, lavorava alla CIA e, sebbene pensionato, non è affatto meno pericoloso…

Sebbene il punto di partenza sia il fumetto per la DC/WildStorm di Ellis & Hamner, Schwenker sceglie di modificare la fonte, di realizzare una storia (quasi) completamente differente partendo dal “semplice” spunto di un super agente segreto in pensione. Anche il senso del titolo è cambiato: se il Red del fumetto era semplicemente un “codice rosso”, l’ultima minaccia telefonica del protagonista (Paul Moses, non Frank) ai danni della CIA, nel film diviene l’acronimo di Retired Extremely Dangerous (letteralmente, “Pensionato, estremamente pericoloso”, ma nella versione italiana è diventato “Reduce estremamente distruttivo”). Schwentke preferisce l’approccio già collaudato da Sylvain White per il suo The Losers e realizza una action comedy serrata, ironica, mai pesante, un divertissement notevole ed adrenalinico. Il punto di forza del film sta chiaramente nel cast, tutte “vecchie glorie” che si divertono a reinventarsi e prendersi in giro: Bruce Willis è Frank Moses, praticamente un John McClane con qualche anno di più, un duro temprato, ma con una gran voglia di accasarsi; Morgan Freeman è Joe, un vecchio analista maestro dei travestimenti ritrovatosi in una casa di riposo, rimpiange il tempo in cui lo spionaggio “era un lavoro da gentiluomini”; John Malkovich è Marvin, schizofrenico sociopatico e violento, affetto da manie di persecuzione, vulcanico ed esilarante, uno dei punti di forza del film; Helen Mirren è l’affascinante Victoria, una vecchia spia che nasconde un vero e proprio arsenale in una casa da ricca massaia, tutta ceramiche e ricami; infine, Brian Cox è Ivan, ex agente del KGB, l’unico con ancora un incarico ufficiale, una vecchia nemesi dal cuore tenero e dal forte senso dell’onore che cambia barricata nello scontro generazionale. Fra i grandi vecchi, impossibile non ricordare l’odioso Alexander Dunning di Richard Dreyfuss, l’unico che davvero si sente a proprio agio in un mondo che, perlomeno dalla parte dei mercanti, non è mai cambiato, e Ernest Borgnine, che con i suoi novantaquattro anni (portati benissimo) segna davvero un grande punto a favore del film, ammantandolo di un alone nostalgico e malinconico che non può non colpire il cinefilo più accanito. RED non è certamente quello che si può definire un “film d’autore”, certo, e molto c’è di già visto nelle acrobazie dei protagonisti, ma la voglia di non prendersi sul serio, sempre la benvenuta per il genere, ed una sotterranea ma tangibile tendenza al rimpianto (per la giovinezza, dei personaggi come del cinema) dà all’intera pellicola un’aura quasi crepuscolare, pur mantenendo i toni scanzonati ed irriverenti del caso. Non un capolavoro, ma sicuramente vale la visione.

TITOLO ORIGINALE: RED

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