CIELO, 21.00: Blade II

BLADE II di Guillermo Del Toro. Con Wesley Snipes, Leonor Varela, Luke Goss, Kris Kristofferson. USA, 2002. Horror.

Tratto dai fumetti della Marvel Comics di Marv Wolfman e Gene Colan, Blade II è il sequel di Blade di Stephen Norrington. Dopo mesi di ricerca, Blade riesce a trovare il suo amico e mentore Whistler, trasformato in vampiro e rapito. Dopo che questi viene curato, i due tornano in squadra insieme, stavolta alleati ad un gruppo di vampiri, l’Emobranco: la loro missione è quella di stanare ed uccidere i Mietitori, un gruppo di succhiasangue ancora più letali, praticamente invulnerabili, che cacciano indistintamente umani e vampiri normali. Jared Nomak, il capo dei Mietitori, sembra però avere diversi conti in sospeso con la casata più importante dei clan vampireschi, e Blade rischia di trovarsi nel mezzo di una guerra fratricida…

Dopo l’inaspettato successo del primo episodio, la Marvel fiuta l’affare e produce un secondo film ispirato alle gesta del tetro cacciatore di vampiri apparso sulle pagine di Tomb of Dracula. Alla regia, stavolta, il messicano Guillermo Del Toro, reduce da un altro cinefumetto, Hellboy dalla Dark Horse Comics. L’ottica di Del Tori vira decisamente di più all’horror rispetto al precedente di Norrington, a partire dai mostruosi Mietitori, creature mutanti raccapriccianti e deformi, guidate da un edipico ed atleticissimo Luke Goss. Snipes e Kristofferson si riconfermano nei rispettivi ruoli, affiancati stavolta da una mascolina e dura Leonor Varela e da un ironico e maligno Ron Perlman. Villain della situazione è il tedesco Thomas Kretschman, truccato in modo da ricordare il Max Schreck di Nosferatu e con una cadenza recitativa a metà fra Shakespeare e Bela Lugosi (originariamente il cattivo avrebbe dovuto essere Morbius il Vampiro Vivente, ma la Marvel proibì a Goyer di usarlo in vista di un futuro progetto sul personaggio). I toni cupi e dark del film vengono a tratti smorzati da un’ironia tagliente ed un’azione adrenalinica, infarcita di coreografie elaborate ed efficaci ed effetti speciali all’altezza, sebbene quelli meccanici ed i costumi siano qualitativamente superiori e decisamente più affascinanti di quelli creati col CGI, a volte fin troppo ingombrante. La mitologia cinematografica di Blade subisce con Blade II un restyling che vince in suggestività e divertimento il primo episodio, staccato di diverse lunghezze. Senza remore nel mostrare dettagli anche efferati in un mondo totalmente vissuto in notturna, Del Toro si sbizzarrisce mettendo al servizio di Marvel e New Line il proprio immaginario decadentista e gotico, che si concretizza in bizzarri ammassi di carne e sangue che sono il cuore di tenebra del film. Blade II rimane a tutt’oggi il miglior film della trilogia dedicata al Diurno: cupo, violento, sarcastico, politicamente scorretto, adrenalinico ed appassionante, mantiene tutto quello che un film del genere può promettere, ed anche di più, fra echi di tragedia greca e momenti di romanticismo malinconico. Un cinefumetto d’autore.

TITOLO ORIGINALE: Blade II

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