AL CINEMA: X-Men – L’inizio

X-MEN – L’INIZIO di Matthew Vaughn. Con James McAvoy, Michael Fassbender, Kevin Bacon, Jennifer Lawrence. USA, 2011. Fantastico.

Tratto dai celebri fumetti della Marvel Comics, X-Men – L’inizio è il prequel di X-Men di Bryan Singer. 1962: Erik Lensherr e Charles Xavier non potrebbero essere più diversi: Erik è un ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, che ha consacrato la sua vita alla missione di stanare i responsabili di quanto accadutogli ed ucciderli uno dopo l’altro; Charles è un rampollo dell’alta borghesia newyorkese, da sempre vissuto nel lusso più completo, appena diventato dottore in Genetica. Entrambi, però, sono mutanti, giovani nati con poteri straordinari datigli dai propri geni: Erik può manipolare i metalli ed i campi magnetici, Charles è un potente telepate. Caratterialmente opposti, i due si troveranno ad unire le forze di fronte alla minaccia di Sebastian Shaw, un altro mutante, capo del misterioso Hellfire Club, che sembra voler scatenare una Terza Guerra Mondiale…

Di un prequel alla trilogia cinematografica degli X-Men si parla da tempo: inizialmente, si era pensato ad un film per ciascun personaggio, serie da inaugurare con Magneto: Origins (molte idee per il film sono passate in questo First Class), ma che ha trovato un felice (al botteghino, meglio soprassedere sulla qualità) apripista in X-Men: Le origini – Wolverine. Dopo due quasi-flop (il già citato Wolverine ed il mediocre X-Men – Conflitto finale di Rattner), Marvel e Fox provano un’altra via, e riportano indietro l’orologio fino agli anni ’60, al primo incontro fra il futuro Professor X ed il futuro Magneto, alla loro prima classe di scolari ed alle prime incomprensioni che li trasformeranno da amici per la pelle a nemici giurati. Nasce così il progetto di X-Men – L’inizio (il titolo originale si rifà all’omonima serie a fumetti di Jeff Parker), la cui regia inizialmente era affidata proprio a quel Bryan Singer che con i primi due capitoli della serie aveva dato un’impronta autoriale mai più replicata; col procedere della produzione, Singer lascia il timone a Matthew Vaughn, fresco di cinefumetti dopo Kick-Ass. Il risultato è sorprendentemente valido: piuttosto che puntare tutto sugli effetti speciali e sul sovraffollamento di personaggi del fumetto come negli ultimi due film, Vaughn indaga la sfera relazionale di Xavier (un buon McAvoy) e Magneto (splendido Fassbender), applicando, sì, la propria visione della storia, ma rispettando fino in fondo lo spirito di entrambi i personaggi, e riuscendo a presentare una credibile, per quanto compressa, storia di amicizie e rivalità che, in determinati punti, non può non emozionare (su tutte, bellissima la scena del ricordo condiviso). Kevin Bacon è un buon cattivo, differente ma non troppo dal Sebastian Shaw su carta, un megalomane utopista che, più o meno indirettamente, segnerà il percorso del giovane Erik aspirante Magneto. I duetti fra i due protagonisti, le loro diverse posizioni, i valori opposti, le lotte speculari per una causa comune, rimandano, complice l’ambientazione storica, a Martin Luther King (Xavier) e Malcolm X (Magneto), contrappponendo uno sforzo sincero e pacifista di integrarsi in una società intollerante e razzista ad una fiera e battagliera affermazione ed esaltazione della differenza. Seppur con qualche ingenuità di troppo e vizi di continuity che ne inficiano il collegamento ai capitoli preceedenti, X-Men – L’inizio è un ottimo tentativo, parzialmente riuscito, di ristabilire i mutanti Marvel alla dimensione originaria, quella di reietti in cerca di accettazione, di una minoranza che incarna tutte le minoranze (razziale, politica, religiosa, e chi più ne ha più ne metta), senza tralasciare dietro i “grandi” temi elementi più personali e diretti, come il già citato rapporto Xavier/Magneto, ma anche le relazioni che l’efficacissimo personaggio di Raven “Mystica” Darkholme intrattiene con i due maestri ed il compagno Hank “Bestia” McCoy, ed accennando ben altri temi, di più ampia portata, come il bisogno del nemico o la belligeranza coattiva, tirando in ballo i ben più innocui, da un punto di vista mediatico, conflitti della Guerra Fredda. Non all’altezza di X-Men 2, ma comunque un ottimo prodotto. Camei per Hugh Jackman e Rebecca Romijn, nei rispettivi ruoli di Wolverine e Mystica.

TITOLO ORIGINALE: X-Men: First Class

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