AL CINEMA: Transformers 3

TRANSFORMERS 3 di Michael Bay. Con Shia LaBeouf, Rosie Huntington-Whiteley, John Turturro, Frances McDormand. USA, 2011. Fantascienza.

Tratto dal franchise della Hasbro, Transformers 3 è il sequel di Transformers – La vendetta del Caduto di Michael Bay. Sam Witwicky, nonostante abbia salvato il mondo due volte dai malvagi Decepticon, si ritrova, come molti altri, disoccupato e senza soldi, mantenuto dalla fidanzata Carly Brooks. Nel frattempo, durante una missione a Chernobyl, Optimus Prime e gli altri Autobot ritrovano il motore di un’astronave a lungo pensata perduta, partita da Cybertron decenni prima. Infuriato, Prime chiede spiegazioni alla CIA sul perché tecnologia del suo mondo natale gli sia stata tenuta nascosta, ma gli interrogativi si sospendono quando, all’interno della nave, viene ritrovato in vita Sentinel Prime, leggendario guerriero ed ex capo degli Autobot, che porta con sé un’arma senza precedenti…

Michael Bay ha affermato di disconoscere Transformers – La vendetta del Caduto, considerato un fallimento ed una caduta di stile (?), e le sue dichiarate intenzioni di cambiare registro con il terzo (e ultimo?) capitolo della sua visione dei robottoni della Hasbro avevano fatto ben sperare i fan. Ora, Transformers 3 è sicuramente un film spettacolare e suggestivo: gli effetti speciali sono fenomenali, un 3D così ben realizzato non si vedeva dai tempi di Avatar, le scene acrobatiche (alcune delle quali realizzati dal vivo da acrobati dell’aria professionisti, visti da Bay durante un loro show e reclutati sul posto) sono mozzafiato. Il problema, come col precedente La vendetta del Caduto, sta tutto nel Bay autore (o aspirante tale): un immaginario post-adolescenziale, di una volgarità e di un infantilismo irrimediabili. La messa in scena è gretta, gli spunti tagliati con l’accetta, l’umorismo triviale, sessista, omofobico e spesso inappropriato. Anche la fandom ha di che rimanere delusa: Bay mette in scena più personaggi di quanti non ne riesca a gestire, e molte figure chiave della continuity originale vengono ridotte a poco più di comparse. Anche sul piano della “morale” la pesantezza e la grossolanità di Bay rovinano tutto il salvabile, ed Optimus Prime diventa portavoce di una retorica insostenibile e pomposa, che vorrebbe essere patriota ma risulta alla meno peggio patriottarda. Unica figura interessante il Sentinel Prime doppiato, in originale, da Leonard Nimoy, lo Spock di Star Trek cui vengono tributati diversi omaggi lungo il film; con velleità shakesperiane rimaste chiaramente inconcluse, Sentinel risulta comunque notevole per la (a)morale “Il sacrificio di alcuni vale la salvezza della totalità”, tasto dolente della recente produzione statunitense (analizzata ben diversamente, fra gli altri, da Redford nel suo ultimo The conspirator) che potrebbe segnalare una nuova sensibilità nascente. Nel complesso, una delusione su tutti i fronti: per quanto Transformers 3 sia superiore all’episodio precedente, rimane comunque ad un livello di bassezze desolante.

TITOLO ORIGINALE: Transformers: Dark of the Moon

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