AL CINEMA: Vanishing on 7th Street

VANISHING ON 7TH STREET di Brad Anderson. Con Hayden Christensen, Thandie Newton, John Leguizamo, Jacob Latimore. USA, 2010. Horror.

Sesto film di Brad Anderson, Vanishing on 7th Street è basato su un soggeto di Anthony Jaswinski. Detroit: dopo un blackout, Paul, un proiezionista, si ritrova improvvisamente solo al cinema in cui lavora, mentre colleghi e spettatori sembrano scomparsi nel nulla, lasciando solo i propri vestiti. La mattina dopo, Luke, un reporter, scopre di essere l’unico occupante del proprio palazzo, mentre tutti gli altri sembrano essere svaniti nel nulla. Passano i giorni, e Luke, assieme a pochi alrti superstiti, fra cui Paul, si chiude in un bar, cercando di fuggire con ogni mezzo ad una oscurità senza volto che si insinua nelle menti e negli edifici, una forza che ha già decimato l’intera città. Via via che le ultime fonti di luce svaniscono, le possibilità di evitare il buio sono sempre minori.

Inizialmente distribuito solo su Zune e XBox Live, Vanishing on 7th Street è un horror anomalo, un thriller soprannaturale che manca di ogni caratteristica “classica” del genere, specie per come è rappresentato ultimamente. Brad Anderson mantiene il proprio stile, e lavora principalmente con la mente dei (pochi, al solito) protagonisti, in un crescendo di inquietudine ed angoscia che, proprio in quanto tali, rimangono inspiegate. Il soggetto di Jaswinski riprende le leggende riguardanti Roanoke, la “Colonia Perduta”, da cui sparirono misteriosamente tutti gli abitanti durante la guerra anglo-spagnola del XVI secolo, ed ambienta una vicenda analoga nella Detroit dei nostri giorni, mettendo in scena un incubo scotofobico che assume ben presto toni esistenziali. La vicenda dei quattro personaggi principali, effettivamente, può essere interpretata come la condizione umana in assoluto: osservare i propri simili svanire nel nulla, uno dopo l’altro, consapevoli di andare incontro allo stesso destino, senza sapere però né quando né come, è la pura e semplice esistenza al cospetto della morte. Anderson, però, sembra voler andare oltre, e la dicotomia luce/tenebre assume caratteri simbolici anche piuttosto banali, volendo, ma certamente efficaci proprio in quanto primordiali. Le voci che accompagnano l’arrivo del buio strisciante, poi, sembrano quasi voler indicare una massificazione, una dissoluzione nella moltitudine, ed allora un’ambientazione come Detroit apparirebbe tutt’altro che casuale. Un’ulteriore parentesi sarebbe da aprire sul finale, con una chiesa quale luogo del conflitto finale fra luce e ombra, e la vittoria dei piccoli e dei semplici che apre una nuova alba. Indubbiamente interessante, a tratti terrificante, Vanishing on 7th Street ha magari la pretesa di inserire troppi livelli di lettura, mancando alla fine di approfondirli e lasciandoli ad un livello di poco più che accennati messaggi di contenuto. L’elemento orrorifico, però, non manca, e la colonna sonora di Lucas Vidal non fa che accentuare un’atmosfera già di per sé incredibilmente tesa. Vanishing on 7th Street è uno di quei film che, per una migliore e più attenta comprensione, meriterebbe una seconda visione, senza peraltro esaurire con questa tutti i possibili spunti interpretativi; troppi, forse, ma presenti, e ultimamente, nel genere, è una manna.

TITOLO ORIGINALE: Vanishing on 7th Street

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...