ITALIA 1, 21.10: Il Signore degli Anelli – Le due torri

IL SIGNORE DEGLI ANELLI – LE DUE TORRI di Peter Jackson. Con Viggo Mortensen, Elijah Wood, Andy Serkis, Ian McKellen. Nuova Zelanda, USA, 2002. Fantasy.

Tratto dall’omonimo romanzo di J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli – Le due torri ha vinto settantadue premi internazionali, fra cui due Oscar (Miglior Montaggio Sonoro e Migliori Effetti Visivi), ed ha ricevuto altre settantasei nominations, quattro delle quali sempre agli Oscar. Prosegue l’avventura della Compagnia dell’Anello, ora separatasi: Frodo e Sam si imbattono in Gollum, mostruosa creatura che un tempo possedeva l’Anello, che accetterà di guidarli a Mordor; Merry e Pipino sono prigionieri degli Uruk-hai, ma troveranno nei recessi della Foresta di Fangorn un inaspettato alleato; Aragorn, Gimli e Legolas, sulle tracce degli orchi, arrivano a Rohan, dove dovranno aiutare un re plagiato a riprendere il controllo sul proprio regno. Intanto, un vecchio amico dato per morto torna per fare da guida agli eroi della Terra di Mezzo.

Peter Jackson continua il suo trittico teso a trasporre sul grande schermo l’immenso romanzo di Tolkien. Le due torri è il romanzo mediano, quello più cupo, più duro, in cui i protagonisti vengono costantemente messi di fronte a prove insuperabili, quasi a ribadire l’invincibilità del Male che stanno affrontando; proprio in quanto il più buio, però, Le due torri è anche il romanzo più colmo di speranza, una speranza che non è la nostalgia de La Contea de La Compagnia dell’Anello né il tanto atteso lieto fine de Il ritorno del re, quanto la certezza dell’arrivo della luce proprio nelle tenebre più profonde, una speranza che è fede, e che proprio in quanto tale può nascere e rafforzarsi solo quando è lontana dal proprio traguardo. Jackson dimostra ancora una volta di sapersi muovere egregiamente nella Terra di Mezzo: sacrificando più volte la fedeltà al testo originale, costruisce un’opera seconda monumentale, una battaglia, letterale ed interiore, continua, che coinvolge ogni personaggio presente, un affresco corale che non trascura il benché minimo dettaglio. Fondamentale l’introduzione di Gollum, straziante creatura interpretata da un bravissimo Andy Serkis (un motion capture fenomenale, che si integra alla perfezione con i personaggi in carne ed ossa), un’anima semplice devastata dal potere dell’Anello, che funge per Frodo da monito a ciò che potrebbe diventare. Nessuno degli interpreti sembra fuori posto, e l’evoluzione dei personaggi sembra naturale quanto la crescita, con Aragorn che si trova suo malgrado ad assumere un ruolo dal quale era fuggito, Frodo costretto a prendere coscienza dell’enormità della propria missione, Faramir riluttante alleato che si scopre a scegliere il Bene universale sopra il proprio onore e quello della propria casata, Theoden ed il resto degli Uomini liberi impossibilitati ad ignorare una minaccia che tanto più  cresce in grandezza e potenza quanto più non viene riconosciuta come tale. Jackson non rinuncia ad inserire frammenti di horror, suo genere di elezione, ed i brutali Uruk-hai diventano creature da incubo, mostri notturni, tali da ricordare che il Male assoluto richiede l’opposizione e la lotta, non è possibile venire a patti con esso senza esserne irrimediabilmente contaminati. Gli effetti speciali restano grandiosi, arricchiti stavolta da splendide ricostruzioni e maestose battaglie campali, in un ritorno dell’epica mitologica che ne riconferma la potenza e la ricchezza. Anche le musiche di Howard Shore e Fran Walsh si fanno più cupe, più violente, con un uso massiccio di percussioni e bassi che forzano il ritmo a toni guerreschi. Presenti, sullo sfondo ma non troppo, temi pseudo-ambientalisti che ribadiscono, una volta ancora, la distanza nulla fra il mondo fantastico della Terra di Mezzo ed il nostro, un mondo che potremmo recuperare se la nostalgia dei valori l’avesse vinta, se l’equilibrio con la natura (nostra ed assoluta) fosse recuperato. In niente inferiore al primo capitolo, anzi, unito ad esso da una continuità organica invidiabile, Il Signore degli Anelli – Le due torri rappresenta la seconda parte di un trittico che è e rimane un capolavoro, del genere e non solo.

TITOLO ORIGINALE: The Lord of the Rings: The Two Towers

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1 Comment

  1. partendo dal fato che forse sbaglio nell'esprimere un parere sul singolo episodio (poichè credo che i tre capitoli del signo degli anelli vadano visti come un unico grande film), mi sento di dire che forse dei tre le due torri è quello un pochino più debole: nonostante vi sia una battaglia davvero epica (il fosso di helm), lo metto al terzo gradino della mia personale classifica della trilogia.

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