AL CINEMA: Lanterna Verde

LANTERNA VERDE di Martin Campbell. Con Ryan Reynolds, Blake Lively, Mark Strong, Peter Sarsgaard. USA, 2011. Fantascienza.

Tratto dall’omonima serie a fumetti della DC Comics, Lanterna Verde è il terzo cinecomic per il canadese Ryan Reynolds. Eoni or sono, i Guardiani dell’Universo, esseri saggi ed immortali, hanno creato il Corpo delle Lanterne Verdi, una forza di pace universale che usa l’essenza verde della Volontà per proteggere le galassie. Abin Sur, il migliore di loro, viene ucciso in uno scontro con Parallax, servo dell’essenza gialla della Paura. Prima di morire, Abin Sur riesce ad atterrare su un remoto pianeta, la Terra, ed a scegliere un successore nel ruolo di Lanterna Verde: Hal Jordan, pilota terrestre, che però non si sente esattamente pronto ad entrare nel Corpo ed affrontare una minaccia del calibro di Parallax…

Erano anni che si vociferava di un film basato sulle gesta del poliziotto spaziale più famoso di casa DC, ma, fra conferme e smentite, si era arrivati anche a dubitare di quale versione del personaggio sarebbe stata scelta per la riduzione cinematograficca. Alla fine si è optato per Hal Jordan, la Lanterna Verde della Silver Age creata da Gil Kane e John Broome, forse la più amata, anche se non proprio la più conosciuta (nelle serie animate, è il John Stewart di Dennis O’Neil e Neil Adams a portarne il nome). Protagonista Ryan Reynolds, che dopo essere stato Hannibal King e Deadpool per la Marvel, passa alla DC con un personaggio che rientra perfettamente nel suo stile: scavezzacollo, donnaiolo, irresponsabile, immaturo, ma con un animo eroico che aspetta solo di essere risvegliato. Alla regia il Martin Campbell di 007: Casino Royale, che tutto sommato si trova a proprio agio nel rappresentare mondi futuristici come Oa, e trova invece alcuni limiti nel riportare l’azione su contesti più “familiari” come quelli terrestri. Lanterna Verde è un film sulle origini del personaggio, conseguentemente non è lecito aspettarsi molto di più rispetto ad una (decente) presentazione psicologica del protagonista, più si costruisce più che evolversi, ed un  tripudio di effetti speciali tali da trainare lo spettatore nel mondo dei Guardiani. Uno dei limiti, però, del lavoro di Campbell, sta proprio nella scarsa attenzione riservata agli altri personaggi, villain in primis: Hector Hammond, interpretato da un buon Sarsgaard, meritava un’attenzione maggiore, specie considerato il background costruito nel film che finisce col renderlo anche simpatico, perlomeno umano; Parallax, da parte sua, è un nemico minaccioso ma essenzialmente privo di carattere, “fumoso” nel vero senso della parola, e per essere una minaccia intergalattica imbattibile denota una scarsa intelligenza. Fortuna che il Sinestro di Mark Strong promette variazioni sul versante, da aspettarsi ormai in un inevitabile sequel. Per i fan, un tripudio di camei (decine di Lanterne Verdi ben conosciute, tutti i Guardiani), riferimenti a futuri sviluppi dei personaggi (il nome in codice di Carol Ferris ai comandi del caccia è “Zaffiro”, ed un articolo di giornale a lei dedicato recita “Rising star”, entrambi riferimenti al suo alter ego nei comics, l’amazzone Star Sapphire) e, possibilmente, link ad un universo più espanso su modello del Marvel Cinematic Universe (da tenere d’occhio, in questo senso, l’Amanda Waller di Angela Bassett). Lanterna Verde è un buon film di intrattenimento, con alcune punte da romanzo di formazione ed una generale voglia di divertirsi e divertire, che ben si realizza nelle coreografie dei combattimenti delle Lanterne, in cui l’unico limite è la fantasia degli sceneggiatori; pur rimanendo un po’ troppo superficiale su elemeti che avrebbero meritato una maggiore attenzione, Lanterna Verde arriva comunque a poter gareggiare con i colleghi/rivali supereroi della scuderia Marvel, preannunciando un vero e proprio duello cinematografico. I fan ringraziano.

TITOLO ORIGINALE: Green Lantern

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