CULT, 21.00: Sword in the Moon – La spada nella luna

SWORD IN THE MOON – LA SPADA NELLA LUNA di Kim Eui-suk. Con Cho Jae-hyun, Choi Min-su, Kim Bo-kyung, Lee Jong-so. Corea del Sud, 2003. Drammatico.

Sesto film di Kim Eui-suk, Sword in the Moon – La spada nella luna è stato presentato al Festival di Cannes del 2004. Corea, XVII secolo: Gyu-yup e Ji-hwan sono i due migliori spadaccini della loro squadra d’elite, ed anche amici inseparabili. Dopo l’addestramento, il primo viene mandato in servizio in un avamposto di frontiera, mentre il secondo è assegnato alle guardie di palazzo. Coinvolto suo malgrado in un colpo di stato, Gyu-yup si trova a dover uccidere il suo vecchio maestro, ed anche il miglior amico Ji-hwan. Cinque anni dopo, Gyu-yup è un soldato al servizio del re, e comincia ad indagare su una serie di omicidi che colpiscono i fautori della ribellione; costretto a credere all’incredibile, Gyu-yup si convince che dietro gli assassini ci sia la mano del suo vecchio amico dato per morto…

E’ un peccato che Sword in the Moon – La spada nella luna sia passato quasi inosservato da parte di critica e pubblico, nonostante la sua presentazione a Cannes nella sezione Un certain regard. Certo, l’estetica del coreano Kim Eui-suk non somiglia nemmeno lontanamente a quella wuxia di un Ang Lee o di un Zhang Yimou: non ha la sua leggerezza né la sua poetica “aerea”, si nutre anzi di carne e sangue, di acciaio e fango, mira più ad un sofferto realismo che non ad una messa in scena teatrale; niente toglie, però, che il fascino sia vivo e presente, anzi, anche più palpitante e coinvolgente, trascinando di forza lo spettatore in un’epica sanguinaria che, invece che tentare un impossibile confronto con Kurosawa, accetta di fondare un proprio genere e cercare una propria identità. Kim Eui-suk non ha abbastanza personalità da imprimere uno stile personale al film, ma la splendida storia di Jang Min-seok parla da sola: amicizie che sfidano la morte, fedeltà lacerate, onore guerresco, amori impossibili, scontri prima di cuore che di spada, legami persi e ritrovati, recisi e ricuciti, in un gioco ad incastro che inserisce sapientemente splendidi e strazianti flashback in un presente oscuro e contraddittorio. Ogni scena è spiegata da un ricordo, in una visione della Storia (personale e universale) che afferma con veemenza l’inscindibile relazione causa-effetto, la dipendenza del presente dal proprio passato, in un’apertura al futuro che non si fa scudo di inutili utopie ma che riflette dolorosamente sulla propria situazione effettiva. Splendidi paesaggi, personaggi indimenticabili, una storia tanto semplice quanto incisiva, una poetica cruda ma mai eccessiva, sentimenti e passioni scevri di retorica: Sword in the Moon – La spada nella luna è un quasi-capolavoro, un monumento all’Uomo ed all’Ideale, ma soprattutto all’amicizia, quella vera, che supera barriere e tradimenti. Indimenticabile.

TITOLO ORIGINALE: Cheongpung myeongwol

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