RAI4, 21.10: Constantine

CONSTANTINE di Francis Lawrence. Con Keanu Reeves, Rachel Weisz, Shia LaBeouf, Tilda Swinton. USA, 2005. Fantastico.

Tratto dalla serie a fumetti Hellblazer della DC/Vertigo Comics, Constantine ha vinto un ASCAP Award ed ha ricevuto altre quattro nominations a vari premi internazionali. Los Angeles: John Constantine è un detective particolare, un esorcista e cacciatore di demoni che cerca di guadagnarsi il Paradiso dopo un tentato suicidio che l’ha dannato all’Inferno. L’occasione per la redenzione sembra arrivare con Angela Dodson, una poliziotta che indaga sulla morte della gemella. Constantine mette i propri poteri e la propria esperienza al servizio del caso, solo per scoprire un piano demoniaco teso a portare l’Inferno sulla Terra. La guerra fra angeli e demoni sta per conoscere un nuovo capitolo, e Constantine è nel mezzo della battaglia.

Il personaggio creato dal grande Alan Moore è tra i suoi più popolari e commerciali: inglese di Liverpool, John Constantine (pronunciato “Constantain”) è un biondo nicotinomane cinico ed essenzialmente amorale, che si destreggia nella guerra fra Paradiso ed Inferno senza mai prendere parte. La versione filmica di Lawrence si discosta di molto dal modello: Constantine (stavolta pronunciato “Constantin”) un bruno americano di Los Angeles, malato terminale che accetta lavoretti per conto del Paradiso per comprarsi una redenzione sempre troppo lontana. I toni, quindi, sono chiaramente diversi, così come diverso è l’umorismo nero alla sua base, la concezione (mai troppo positiva in Moore) della religione, il personaggio in sé. Il protagonista di Constantine è, sì, un cinico, ma più per necessità che per vocazione, un “buon diavolo” che ostenta misantropia ma nasconde una smisurata paura della morte e della dannazione, paura che lo porta a combattere “dalla parte giusta”, ma per pura convenienza. L’orrida scena finale (che riecheggia in maniera inquietante quella di un altro cinecomics, il misconosciuto Nick Fury di Rod Hardy) non fa che confermare l’animo politically correct che, nonostante tutto, serpeggia come presenza costante nel film di Lawrence. Se si mette idealmente da parte il lavoro di Moore, comunque, Constantine risulta essere un thriller paranormale tutto sommato piacevole, incredibilmente scontato e già visto, ma pur sempre ben costruito, con una trama più complessa e credibile della norma, degli ottimi effetti visivi ed un’ottima colonna sonora targata Tyler & Badelt. Keanu Reeves come protagonista non vale molto, l’espressività latita, l’ironia è sconosciuta; fortunatamente i comprimari compensano le lacune della star, da una androgina e snob Tilda Swinton ad una non brillante ma adatta Rachel Weisz, da un inquietante e fascinoso Djimon Hounson fino ad un simpaticissimo e divertito Peter Stormare. Come al solito, un’occasione sprecata per portare fedelmente il genio di Moore su grande schermo, ma commercialmente un buon prodotto, che niente toglie e niente aggiugne alla sfilza di film dello stesso filone.

TITOLO ORIGINALE: Constantine

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