RAI4, 23.50: Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno

HELLRAISER II – PRIGIONIERI DELL’INFERNO di Tony Randel. Con Ashley Laurence, Kenneth Granham, Clare Higgins, William Hope. GB, 1989. Horror.

Sequel di Hellraiser – Non ci sono limiti di Clive Barker, Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno ha vinto un Saturn Award ed ha ricevuto altre quattro nominations, due delle quali sempre ai Saturn. Dopo gli orrendi eventi che hanno colpito la sua famiglia, Kristy Cotton è stata rinchiusa in un ospedae psichiatrico, sotto le cure del dottor Channard. Questi è da anni ossessionato dalla Configurazione del Lamento, il cubo che apre il portale per l’Inferno che era caduto in mano a Frank Cotton. Ansioso di carpirne i segreti, Channard usa le informazioni dategli da Kristy per resuscitarne la matrigna Julia, che lo aiuterà ad entrare nel regno dei Cenobiti. L’Inferno, però, non è un luogo ospitale, e Channard rischia di condannare alla dannazione il mondo intero…

Il film di Barker si presentò subito come un cult, non immediatamente redditizio, ma immediatamente amato da una larga fetta di pubblico. La produzione decise perciò di realizzarne un secondo capitolo, con più fondi stanziati e quindi una disponibilità maggiore di realizzare i costosi effetti speciali che l’immaginario orrorifico di Barker richiedevano. Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno si presenta con Barker stavolta alla produzione, e l’esordiente Tony Randel alla regia. Più soldi, come al solito, non vogliono dire più fantasia, anzi, ed il secondo capitolo della saga dei Cenobiti non fa eccezione. Mostrare l’Inferno dei Cenobiti, peraltro presentandolo come una “dimensione parallela” chiamata il Labirinto, è un errore americaneggiante, tanto più curioso essendo in una produzione inglese: lasciare allo spettatore il compito di immaginare un Inferno abbastanza terrificante da partorire mostri come quelli ideati da Barker sarebbe stato molto meglio che tentarne una rappresentazione, francamente deludente, col rischio di annacquarne l’efficacia. Seconda di poi, i produttori avevano tutta l’intenzione di eliminare il personaggio di Pinhead col secondo film, convinti che Julia Cotton come antagonista avrebbe avuto molto più successo: cambieranno idea col terzo capitolo, notando finalmente la popolarità del personaggio, ma intanto in Prigionieri dell’Inferno portano il personaggio di Doug Bradley ad una scomoda ed incredibile conversione al bene, che rimane stucchevole quanto improbabile. Unico fiore all’occhiello del film rimane lo shakesperiano Kenneth Granham, che incarna il dottor Channard, un essere umano, come da tradizione, più abietto dei demoni stessi. Buona la colonna sonora di Christopher Young e gli effetti speciali, specie il trucco, ma nonostante attori e troupe siano ripresi quasi nome per nome dal primo film, Hellraiser II – Prigionieri dell’Inferno non è neanche lontanamente all’altezza del predecessore, ed abbassa l’immaginario di Barker ad un livello molto più commerciale, annientandone l’originalità. Ancora Hellraiser deve trovare una propria dimensione.

TITOLO ORIGINALE: Hellbound: Hellraiser II

 

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1 Comment

  1. Il primo come ti avevo già detto lo trovai brutto…….trama inesistente per certi aspetti o più che altro fumoso….ma soprattutto Pinhead ci si aspetta che sia il protagonista e si vede solo verso la fine…..insomma film basato sul macabro ma alla fine la trama stenta a decollare…..
    il secondo e il terzo li ho trovati più decenti ma onestamente Hellraiser è una saga/serie sopravvalutata…….
    Notte!

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