CANALE 5, 21.10: Il diavolo veste Prada

IL DIAVOLO VESTE PRADA di David Frankel. Con Anne Hathaway, Meryl Streep, Adrian Grenier, Stanley Tucci. USA, 2006. Commedia.

Tratto dall’omonimo romanzo di Lauren Wiseberger, Il diavolo veste Prada ha ricevuto otto premi internazionali e ventisette nominations, due delle quali agli Oscar (Miglior Attrice Protagonista per la Streep e Migliori Costumi). Andrea Sachs, neolaureata, cerca lavoro a New York come giornalista. Le si presenta l’occasione di fare da assistente personale al guru della moda Miranda Priestly, direttrice della rivista Runaway. Il posto non è quello che sognava, ma Andrea è convinta che essere stata l’assistente di Miranda le aprirà molte strade in futuro. La ragazza scoprirà che per lavorare a Runaway le energie da investire non sono mai troppe: Miranda è un capo dispotico che riempie gli assistenti di richieste assurde e spesso inattuabili, non seguire la moda è da lei considerato un crimine imperdonabile ed i colleghi nutrono uno spirito estremamente competitivo. Quasi senza accorgersene, Andrea comincia a cambiare…

Una regola base della commedia è che, se manca almeno un tocco di cattiveria, l’unico destino cui si va incontro è la noia. Il diavolo veste Prada sembra spaventato proprio dalla prospettiva di essere cattivo, scorretto, caustico, come invece le premesse farebbero pensare: senza mai sbilanciarsi, Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna appiattiscono qualunque barlume di sana cattiveria, arrivando perfino a tagliare gli elementi “scomodi” del romanzo (come le crisi isteriche della protagonista o l’alcolismo dell’amica Lily, qui interpretata dalla Tracie Thoms di Cold Case – Delitti irrisolti in poco più di un cameo). Splendida Meryl Streep, certo, che in un personaggio che somiglia da vicino alla sua Crudelia De Mon de La carica dei 101 dà il meglio di sé, lasciandosi andare laddove per altri personaggi sarebbe stata costretta a trattenersi; funziona il giusto invece la protagonista Anne Hathaway, che non riesce a sottolineare abbastanza lo stacco tra la “prima Andrea”, quella completamente disinteressata al mondo della moda e salda nei propri obiettivi, e la “seconda Andrea”, quella che invece sembra uscita da Sex and the City. Gli unici momenti di pura acidità, che sono anche gli unici davvero divertenti del film, sono quelli riservati a Stanley Tucci, che qui interpreta il braccio destro di Miranda, il caustico Nigel. Dove Il diavolo veste Prada perde definitivamente quel poco che era riuscito a costruire in quasi due ore di film è il finale grottesco, il trionfo del buonismo a tutti i costi, in cui si sacrifica tutto, creatività e credibilità, per assicurare al pubblico pagante un happy ending che non ha senso di esistere (se il film si fosse fermato alla battuta lapidaria della Streep mentre esce di macchina in contro ai fotografi si sarebbe ancora salvato qualcosa). Quando la produzione invade la regia e la paura dell’insuccesso al botteghino è più forte della vis creativa, allora i risultati non possono che essere mediocri.

TITOLO ORIGINALE: The Devil Wears Prada

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...