SKY COMEDY, 21.00: Johnny Stecchino

JOHNNY STECCHINO di Roberto Benigni. Con Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Paolo Bonacelli, Ivano Marescotti. Italia, 1991. Commedia.

Quarto film di Roberto Benigni, Johnny Stecchino ha vinto un Premio Speciale della Giuria ai David di Donatello e due Nastri d’Argento (Miglior Attore Protagonista a Benigni e Non Protagonista a Bonacelli). Dante è un buon uomo, un autista di scuola bus per diversamente abili ed incallito ladro di banane dal fruttivendolo. Un giorno, per caso, conosce Maria, bellissima donna palermitana, con la quale si frequenta per pochi giorni. Dopo una partenza improvvisa, Maria invita Dante a raggiungerla a Palermo, dove  l’uomo viene presentato alla famiglia di lei ed introdotto molto amichevolmente nel loro ambiente. Quello che Dante non sa, è di essere un sosia del celebre mafioso pentito Johnny Stecchino, e di essere stato scelto come bersaglio umano per inscenare la morte del malavitoso, marito di Maria…

Ancora, a distanza di un decennio e con La vita è bella di mezzo, Johnny Stecchino rimane uno dei film più amati e ricordati del regista toscano, successo di pubblico in Italia ed all’estero, con alterne fortune in ambito di critica. Benigni dà libero sfogo alla propria debordante comicità, ma dimostra anche uno spirito cinefilo che gli ha attirato le simpatie di certo pubblico. Sotto molti punti di vista, infatti, Johnny Stecchino può essere interpretato come un omaggio alla commedia americana degli inizi, a partire dal titolo, che riecheggia il mafioso Charlie Stecchino, il personaggio di George E. Stone che con la propria morte dà il via alle vicende dell’indimenticabile A qualcuno piace caldo di Billy Wilder. Anche il candido Dante, “doppio buono” del mafioso, con le sue incomprensioni, i suoi elaborati furti di banane, i suoi finti tic, il gioco di equivoci basato sul tòpos del doppio, ammicca numerose volte ai Fratelli Marx, ma non manca di ammiccare alla commedia nostrana, e Totò è il primo omaggiato (la storia in sé prende spunto da Totò a Parigi, con un Totò “buono” ed un suo sosia gangster, con una bella donna che usa il primo a favore del secondo). Oltre ai rimandi, oltre alle citazioni più o meno colte, oltre all’amore di Benigni per il cinema, c’è il suo amore per l’amore, il suo amore per la risata, per la vita, per il divertimento: è tutto questo traspare brillantemente in Johnny Stecchino, fra scene esilaranti che sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo, battute ormai proverbiali (a partire dal problema della Sicilia: “la siccità”, seconda solo al maggiore problema di Palermo, “il traffico”), interpreti all’altezza e personaggi originali pur nel loro rifarsi a canoni ben precisi. Benigni, insomma, diverte e si diverte, dirige ogni elemento della commedia in maniera a tratti ancora poco raffinata, ma indubbiamente efficace, e riesce perfino a trarre qualcosa da Nicoletta Braschi, che in futuro rappresenterà un handicap più o meno fisso nella sua filmografia. Un film che omaggia i classici, e che finisce col diventarne uno anch’esso, Johnny Stecchino non è sicuramente il miglior film di Benigni, ma rimane uno di quelli più amati, a ben diritto.

TITOLO ORIGINALE: Johnny Stecchino

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