SKY CINEMA 1, 21.10: Qualunquemente

QUALUNQUEMENTE di Giulio Manfredonia. Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Davide Giordano. Italia, 2011. Commedia.

Primo film sul personaggio di Albanese Cetto La Qualunque, Qualunquemente ha ricevuto sei nominations, tre ai David di Donatello, due ai Nastri d’Argento ed una ai Golden Globe italiani. Dopo diversi anni trascorsi in Sud America in latitanza, l’onesto imprenditore Cetto La Qualunque può finalmente rimpatriare. Arrivato in Calabria, Cetto ritrova sì la famiglia, gli amici, i compagni, ma vede la sua terra in balia di De Santis, un candidato a sindaco con le malsane fissazioni di legalità, pari opportunità, ambientalismo, lotta all’evasione fiscale. Conscio di non poter lasciare la propria terra in mano ad un simile individuo, Cetto La Qualunque si candida a sindaco, ottenendo il consenso popolare grazie ad un trainer poco ortodosso del Nord, Gerry Salerno, ed alle sue mirabolanti promesse: cchiù pilu pi tutti.

Il personaggio di Cetto La Qualunque era stato creato da Antonio Albanese nel 2003 per Non c’è problema, ma aveva trovato il grande successo solo diventando ospite fisso di Mai dire domenica al fianco della Gialappa’s, trampolino di lancio che lo ha portato prima a Che tempo che fa con Fazio e poi a Zelig con Bisio. Qualunquemente ripercorre il tragitto che ha portato Cetto La Qualunque da onesto imprenditore a sindaco di un paesino calabrese, impegnato in una strenua crociata contro la legalità; il personaggio non ha bisogno di ulteriori caratterizzazioni: sessista, volgare, ignorante, corrotto, animato da un sincero disprezzo nei confronti di ambiente, tradizioni, sentimenti, Cetto è una concentrazione del peggio degli stereotipi del malavitoso del Sud, portato in vita dalla verve e dalla vis comica di Albanese, che riesce a renderlo in qualche modo realistico nelle sue esagerazioni, e per questo inquietante. La forza del film sta tutta nella rappresentazione grottesca e ricalcata di situazioni tristemente note, volutamente portate all’eccesso; la sua debolezza, invece, sta nel ricercare ad ogni costo il tormentone, nell’ammiccare eccessivamente ad un pubblico che, ci si aspetta, già conosca il personaggio e si aspetti continuamente le battute che lo hanno reso famoso, puntualmente ripetute fino alla noia. Qualunquemente è una commedia che si lascia guardare, ben realizzata ed a tratti efficace, ma la sensazione di una campagna pubblicitaria a totale vantaggio di Albanese e del suo personaggio guasta l’andamento del film. Sicuramente, resterà nella memoria quella che è ad oggi una delle migliori campagne pubblicitarie di lancio: ancor prima di annunciare il film, a Roma sono stati affissi manifesti elettorali di Cetto La Qualunque, con tanto di slogan (fra i tanti, il francesismo “Liberté, egalité, ‘ntu culu a té!” ed il kinghiano “I have no dream, ma mi piace u’ pilu”) e rimandi ad un fantomatico “Partito du pilu”; tempo dopo, su internet è comparso il sito ufficiale del partito, modellato sugli schemi canonici dei siti di campagna elettorale, con tanto di stemma, statuto, interviste e contributi; una campagna virale, insomma, che ha avuto il merito se non altro di suscitare la curiosità di quanti erano precedentemente estranei al personaggio di Albanese. Non una delle migliori commedie del comico lecchese, certo non di Giulio Manfredonia, Qualunquemente si lascia guardare, fra una risata amara ed un brivido di consapevolezza, penalizzato da una costante sensazione di barzelletta già sentita.

TITOLO ORIGINALE: Qualunquemente

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