SKY MAX, 21.00: Trappola di cristallo

TRAPPOLA DI CRISTALLO di John McTiernan. Con Bruce Willis, Alan Rickman, Bonnie Bedelia, Reginald VelJohnson. USA, 1988. Azione.

Primo film della serie Die HardTrappola di cristallo ha vinto sei premi internazionali ed ha ricevuto altrettante nominations, quattro delle quali agli Oscar (Miglior Montaggio, Miglior Sonoro, Miglior Montaggio Sonoro, Migliori Effetti Speciali). Jon McClane, poliziotto newyorkese, raggiunge la moglie Holly a Los Angeles per passare con lei le vacanze di Natale. La donna infatti ha avviato una promettente carriera che ha costretto i due ad una separazione forzata. Arrivato al Nakatomi, il grattacielo dove Holly lavora, McClane ha appena il tempo di trovare una camera che un gruppo di terroristi, guidati dal geniale Hans Gruber, occupano l’edificio e prendono in ostaggio tutti gli occupanti. Fuggito alla prima retata, McClane dichiara una guerra solitaria ai criminali.

Reduce del successo di Predator, John McTiernan, al suo terzo film, insiste sull’action movie, forte di una produzione che riconosce il suo talento registico. Per il ruolo di protagonista di Trappola di cristallo erano stati fatti i nomi di veterani di genere come Arnold Schwarzenegger, Burt Reynolds, Sylvester Stallone e perfino Richard Gere, ma la scelta cadde infine su Bruce Willis, allora famoso solo per la serie televisiva Moonlightning e due commedie di Blake Edwards. Il risultato, però, è esplosivo, e Trappola di cristallo è entrato di diritto nell’empireo dell’action: intelligente, adrenalinico, divertente, violento senza essere efferato e positivo senza essere buonista, il film di McTiernan è un metro di paragone imprescindibile per tutti gli analoghi successivi. Bruce Willis, nonostante l’inesperienza, si dimostra un protagonista più che azzeccato, capace, proprio per la sua provenienza non monotematica, di un’espressività ed una capacità recitativa superiore ai canoni di genere; Bonnie Bedelia, suggerita proprio da Willis nel ruolo di Holly Gennaro, moglie di McClane, è una controparte femminile all’altezza, ben lontana dalle scream queen o dalle svenevoli “donne dell’eroe”, emancipata senza essere ottusa, forte senza essere androgina; veramente memorabile, però, rimane il mefistofelico Hans Gruber di Alan Rickman, un cattivo machiavellico, raffinato, ma spietato e crudele come ogni villain che si rispetti (una curiosità: nella versione tedesca il personaggio si chiama Jack Gruber, ed ogni altro personaggio di nazionalità tedesca è stato ribattezzato con la controparte nominale anglosassone). Intorno ai tre, una serie di personaggi di contorno che saranno gli stereotipi delle migliaia di emuli successive: gli odiosi Hart Bochner e William Atherton, rispettivamente uno sbruffone alla Wall Street ed un giornalista senza scrupoli, il poliziotto dal cuore d’oro Reginald VelJohnson, cui è affidato uno dei finali più soddisfacenti della storia dei film d’azione, il detective burbero ed ottuso di Paul Gleason, fino a De’ Voreauz White, spalla comica ma non troppo. Strutturalmente impeccabile, dal ritmo perfetto, condito da una colonna sonora sempre all’altezza e da un montaggio frenetico, Trappola di cristallo è quanto di meglio l’Hollywood dell’intrattenimento ha da offrire.

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