RAI CINEMA, 21.00: Shrooms – Trip senza ritorno

SHROOMS – TRIP SENZA RITORNO di Paddy Breathnach. Con Lindsay Haun, Max Kasch, Jack Huston, Maya Hazen. Irlanda, 2007. Horror.

Sesto film dell’irlandese Peddy Breathnach, Shrooms – Trip senza ritorno ha ricevuto due nominations agli IFTA Awards (Miglior Film e Miglior Regia). Tara ed i suoi amici del college arrivano in Irlanda per le vacanze estive, con l’intenzione di fare esperienza di trip allucinogeni con i funghi consigliati da uno dei loro, Troy. Tara, però, mangia per errore un fungo velenoso, che sembra darle la capacità di vedere nel futuro. Via via che i ragazzi entrano in stato allucinatorio, apparizioni di strane creature cominciano a terrorizzarli, e quando gli omicidi previsti da Tara effettivamente avvengono, il gruppo si accorgerà di essere entrato in un incubo ben peggiore delle allucinazioni causate dai funghi…

Quando un film viene finanziato dalla pro loco di una nazione il cui maggior reddito proviene dal turismo adolescenziale, generalmente c’è da temere il peggio. Shrooms – Trip senza ritorno non fa eccezione. Un horror sconclusionato, noioso, fin troppo politicamente corretto e puritano, che lascia tutto (troppo) all’immaginazione più per autocensura che per senso d’atmosfera, del tutto latitante. La pecca principale di Shrooms è una completa mancanza di logica, aggravata da incoerenze narrative fastidiose e decisamente ridicole, culminanti in un finale francamente idiota che, ignorando trama e giochi di vedo/non vedo con lo spettatore, presenta conclusioni improponibili e contraddittorie. La recitazione è ai minimi storici, le pruderie adolescenziali sono un mero pretesto per un erotismo tale da richiamare un pubblico di teenagers, che non potrà comunque che annoiarsi di fronte alla pochezza di stimoli, visivi e narrativi, di un film del genere. Involontariamente ridicolo, di Shrooms si salva solo la scena del trip di Bluto (se il nome del personaggio voleva essere un omaggio a Animal House, l’intento è miseramente fallito), con la mucca parlante e la disavventura con l’auto. Il resto è una sorta di clone venuto (decisamente) male del bel Session 9 di Brad Anderson, senza atmosfera, senza sentimento, senza ritmo, senza intelligenza. Al pari di altri film realizzati quasi esclusivamente per scopi turistici, Shrooms – Trip senza ritorno è di una bruttezza disarmante: l’unica cosa davvero divertente è la locandina.

TITOLO ORIGINALE: Shrooms

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