CANALE 5, 02.30: La cena per farli conoscere

LA CENA PER FARLI CONOSCERE di Pupi Avati. Con Diego Abatantuono, Vanessa Incontrada, Violante Placido, Inés Sastre. Italia, 2006. Commedia.

Uno dei maggiori successi economici di Avati degli ultimi anni, La cena per farli conoscere ha ricevuto una nomination ai David di Donatello (Miglior Attrice Non Protagonista a Francesca Neri), una ai Golden Globe italiani (Miglior Attrice a Violante Placido) e due ai Nastri d’Argento (Miglior Attore Protagonista a Diego Abatantuono e Miglior Attrice Non Protagonista a Francesca Neri). Sandro Lanza è un attempato attore di soap opera che cade in disgrazia dopo un intervento estetico riuscito male che lo lascia con un occhio perennemente sbarrato. Licenziato, tenta di farsi pubblicità con un suicidio annunciato e chiaramente fallito, ma l’unico risultato è far sì che le tre figlie, Clara, Betty e Inés, si occupino costantemente di lui. Le tre decidono di accasarlo e gli organizzano un incontro con una vecchia amica di Inés, Alma…

Era indubitabile fin dalle note di produzione che, una volta tanto, il film di Pupi Avati sarebbe stato un successo non solo di critica, ma anche di pubblico, richiamato principalmente dal cast principale, una serie di cinque attori-personaggi conosciutissimi per apparizioni cinematografiche come televisive. Si apre così con Diego Abatantuono, che aveva già lavorato con Avati in quattro precedenti occasioni, notissimo ed amatissimo; si segue con Vanessa Incontrada, al suo secondo film con Avati, una presenza che avrà attirato i molti (e probabilmente delusi nelle aspettative) fan di Zelig; Violante Placido, al primo film col regista bolognese ed una delle più famose attrici italiane contemporanee; Inés Sastre, modella spagnola al secondo film con Avati; ed infine Francesca Neri, alla prima di tre collaborazioni con Pupi, che si presenta con una fama cinematografica pari a quella della Placido. La cena per farli conoscere presenta quindi in cornice molti strumenti per attirare anche il grande pubblico. Avati, però, non si adagia sui numeri, ed imbastisce una riflessione che solo apparentemente è limitata ai toni familiari, ai valori perduti, all’atomismo imperante anche nei nuclei sociali di base, in contrapposizione ad un passato sempre idealizzato in quanto presenta l’indubbio vantaggio di essere memoria; dietro all’attore accudito dalle tre figlie, dietro all’intimità ed alla gioia (ri)scoperte del focolare domestico, Avati inserisce una non banale riflessione sul cinema italiano, proiettando la crisi valoriale degli individui sull’arte, mostrandone gli effetti, denunciando una pervicace volontà di non pensare in grande, il che si traduce inevitabilmente in un’indegnità nei confronti del proprio passato. Dino Risi e Roberto Rossellini non si limitano, però, al mondo della memoria, ma penetrano in quella del sogno: una speranza, prontamente delusa, di un grande cinema che non tornerà, almeno finché non si avrà ancora una volta il coraggio di pensare. Fra sogni di gloria e rincorse alla giovinezza perduta, i protagonisti si alternano in una gara di bravura, uno scambio continuo di battute, provocazioni, dialoghi che rendono il film una sorta di duello fatto da un susseguirsi continuo di primi piani e prime donne, più che una cena un processo alla famiglia distrutta, in vista sempre della possibilità della riconciliazione. Non si sacrificano i toni da commedia, e l’atmosfera rimane distesa, leggera, con punte di umorismo un po’ triste ma decisamente efficace (una scena su tutte, quella dell’intervento di chirurgia estetica e le improbabili soluzioni che Lanza trova alla sua nuova situazione). La cena per farli conoscere non è il miglior film di Avati, si adagia troppo sul canto delle vecchie glorie senza provare a dare una spinta di per sé, scade spesso in un facile fatalismo ed è perennemente a rischio di autoreferenzialità, ma rimane comunque un film pensante, vivo, che vuole comunicare, il che non è certo poco.

TITOLO ORIGINALE: La cena per farli conoscere (commedia sentimentale)

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