RETE 4, 24.00: Fragile – A Ghost Story

FRAGILE – A GHOST STORY di Jaume Balagueró. Con Calista Flockhart, Richard Roxburgh, Yasmin Murphy, Elena Anaya. Spagna, 2005. Horror.

Sesto film di Jaume Balagueró, Fragile – A Ghost Story ha vinto sette premi internazionali, tra cui un Goya (Migliori Effetti Speciali), ed ha ricevuto altre cinque nominations. Inghilterra, Isola di Wright: quasi tutti i pazienti del vecchio ospedale Mercy Falls sono stati trasferiti in vista della chiusura della struttura, rimangono solo otto bambini, costretti a rimanere qualche altro giorno per via di un incidente ferroviario che ha rallentato le operazioni. L’infermiera Amy Nichols viene assegnata al Mercy fino alla chiusura, per prendersi cura dei piccoli pazienti; una di questi, Amy, le confida di essere in contatto con una bambina che la spaventa, Charlotte, che però è morta da cinquant’anni…

Prima dell’enorme successo internazionale di [REC.], Jaume Balagueró si era fatto conoscere dagli appassionati di horror con alcuni prodotti minori, come Darkness Nameless – Entità nascostaFragile – A Ghost Story è l’ultimo progetto cinematografico prima dei fasti oltreoceanici, una produzione che già presenta un respiro meno locale rispetto ai lavori precedenti (ambientazione inglese, protagonista statunitense, coprotagonista australiano). L’idea sarebbe quella di realizzare un horror su modello giapponese, seguendone l’estetica, il ritmo, il look degli spettri; il risultato mantiene le premesse, ma niente oltre a queste. Fragile certo riesce a coinvolgere a livello di ritmo, procura qualche sano spavento, si presenta con una buona confezione di effetti speciali; la trama, però, è esile esile e soprattutto già vista, prevedibile nel dettaglio fin dalla prima inquadratura, alcuni risvolti narrativi appaiono forzosi, e soprattutto i protagonisti non sono credibili, specie la pessima Flockhart fresca del successo di Ally McBeal e decisamente fuori parte. L’ambientazione tetra del Mercy Falls dovrebbe rimandare ai fasti gotici di Corman o di Wise (numerosissimi i debiti verso il suo Gli invasati), ma oltre alle assonanze visive c’è poco altro. Nonostante qualche salto sulla sedia, poi, non si riesce ad evitare la noia di una successione di eventi, grida ed apparizioni che niente hanno di originale, con una regia poco incisiva ed una fotografia piatta ed impersonale. Rimane la buona colonna sonora di Roque Baños, la decente ma sprecata interpretazione di Richard Roxburgh, ed i pregevoli effetti speciali di Juan Serrano. Per il resto, decisamente niente di nuovo sotto il sole.

TITOLO ORIGINALE: Frágiles

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