SKY CINEMA 1, 21.10: Splice

SPLICE di Vincenzo Natali. Con Adrien Brody, Sarah Polley, Delphine Chanéac, Brandon McGibbon. Canada, Francia, 2009. Fantascienza.

Quinto film di Vincenzo Natali, Splice ha ricevuto un premio ed una nomination al Sitges – Catalonian International Film Festival. Clive Nicoli ed Elsa Kast sono due brillanti ingegneri genetici che lavorano per la multinazionale farmaceutica N.E.R.D. (Nucleic Exchange Research & Development). I due sono riusciti a creare, tramite combinazione di DNA, due esseri ibridi, Ginger e Fred, da cui poter estrarre determinate proteine per poter curare alcune malattie del bestiame. Clive ed Elsa vorrebbero passare alla fase successiva ed inserire nell’ibrido del DNA umano, ma la direzione lo proibisce. Affatto intimorita, Elsa compie l’esperimento per proprio conto, dando vita a Dren, un ibrido-umano animale che si rivelerà più difficile da controllare del previsto…

Inizialmente, Splice avrebbe dovuto essere realizzato subito dopo l’interessante Cube – Il cubo di Natali, ma problemi di budget ed una disponibilità di effetti speciali non ancora abbastanza avanzati congelò il progetto. Dodici anni dopo, Natali torna sulla sua idea, stavolta aiutato da un discreto budget e da ottimi effetti speciali targati KNB. Il risultato, però, è decisamente sconcertante. Splice parte come una critica nei confronti di certo neopositivismo, che cancella, nel processo scientifico, la differenza tra il poter fare qualcosa ed il farlo attualmente, ponendo chiaramente discreti dilemmi etici al proposito. Il film, però, si evolve poi i maniera completamente diversa, trasformandosi in una riflessione sulla genitorialità, sul rischio di riversare sul proprio figlio le crudeltà subite in prima persona dai propri genitori, sui problemi della crescita. Il cambio di sesso di Dren (un’irriconoscibile e bravissima Chanéac) dà poi gli strumenti per mettere in scena in incubo freudiano di proporzioni mai viste: da femmina, Dren entra in pieno complesso di Elettra, attraverso l’odio/rivalità con la madre, subisce un vero e proprio complesso di castrazione (il pungiglione amputato) e seduce il padre; da maschio, Dren passa al complesso di Edipo, uccidendo il padre e violentando la madre. Lo scopo di una rappresentazione simile, chiaramente, va ben oltre la riflessione sulla scienza e sulle sue possibilità/responsabilità, ma quale sia questo fine ultimo rimane da chiarire. Riferimenti ai vari classici dell’horror e della fantascienza, su tutti Frankenstein di James Whale e L’isola del dottor Moreau di Erle C. Kenton, non bastano a dare dignità ad un prodotto che appare concepito per turbare e colpire senza alcuna motivazione precisa, che parte da un fine ben determinato per perdersi nei propri incubi psicosessuali e diventare un autoreferenziale ed autocelebrativo tunnel degli orrori onirico. Affascinante e perturbante, certo, Splice manca però dell’ingrediente principale di ogni strumento di comunicazione: un messaggio da trasmettere; il risultato, quindi, è un guscio che, per quanto splendidamente intarsiato, rimane vuoto.

TITOLO ORIGINALE: Splice

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