ITALIA 1, 23.50: The Covenant

THE COVENANT di Renny Harlin. Con Steven Strait, Sebastian Stan, Toby Hemingway, Taylor Kitsch. USA, 2006. Horror.

Film d’esordio di Chace Crawford, The Covenant è stato uno dei maggiori flop degli ultimi dieci anni. Ipswich, Massachussets, 1692: cinque famiglie di stregoni dotate di grandi poteri stringono un patto che le obbliga al silenzio nei confronti della propria natura, ed alla reciproca protezione; una di queste famiglie, però, viene bandita da Ipswich per la sua trasgressione e sete di potere, e viene data per estinta durante la caccia alle streghe. 2006: ad Ipswich vivono i quattro discendenti delle famiglie del patto, tutti dotati di enormi poteri magici, tutti legati all’accordo di tre secoli prima. Iscritti alla prestigiosa Spenser Academy, Caleb, Pogue, Reid e Tyler sono fra gli studenti più popolari e temuti; il patto rischia di infrangersi, però, quando in città arriva Chase, discendente della quinta famiglia, che sfida i quattro per il potere assoluto…

Generalmente, i film come The Covenant sono riconoscibili fin dalle note tecniche: regista oscuro, attori esordienti, budget inesistente, sceneggiatori arruolati da qualche soap opera perduta. In questo caso, invece, lo spettatore non può che essere colto di sorpresa: Renny Harlin non sarà tra i più celebri registi di Hollywood, ma ha comunque alle spalle lavori come 58 minuti per morire, Nightmare IV – Il non risveglio, Cliffhanger – L’ultima sfida, e perfino le sue saltuarie incursioni nel cinema di serie B hanno portato a prodotti non proprio da buttare come Blu profondo. Lo sceneggiatore poi è J. S. Cardone, nome cult dietro ad alcuni gioielli della serie B come Desert Vampires. Il cast, comprendente essenzialmente giovani attori semi-esordienti, non è niente di particolarmente atroce, anzi, la maggior parte dei ragazzi protagonisti del film sono diventati in seguito delle star da blockbuster. Ecco perché la pochezza, l’idiozia e la pessima qualità tecnica di The Covenant sorprende e disorienta. Di partenza, non ci si trova in ambito produttivo da serie B: la Screen Gems è una sussidiaria della Columbia TriStar, e la Lakeshore Entertainment è dietro non solo a serie come Underworld e Crank, ma anche a film come Million Dollar Baby; con la pellicola di Harlin però si va ben sotto la serie B, risultando in una serie Z coi soldi resa solo più ridicola dal budget non indifferente. Ciò che comunque distingue The Covenant rispetto ad altri analoghi è il suo essere assolutamente e fieramente decerebrato, montato ad arte su una sceneggiatura piena zeppa di contraddizioni e controsensi (un potere da usare il meno possibile perché consuma l’energia vitale, ma solo dal secondo tempo in poi: prima, si assiste ad un’inutile quanto interminabile sfilata dei vari utilizzi da bullo che i ragazzi fanno di esso), infestata da blooper ed errori (tatuaggi che scompaiono e riappaiono, pioggia che cade in un’inquadratura, cessa nella successiva per poi tornare in quella dopo, abbigliamenti ed acconciature che cambiano ecc), ulteriormente ridicolizzata da una seriosità di fondo quanto mai fuori luogo. Si potrebbe salvare qualche trovata visiva, non fosse per un CGI onnipresente che falsa ogni possibile messa in scena. Giustamente annoverato tra gli “Worst of the Worst”, ammorbato da un bigottismo di fondo che stona con il tono che si vorrebbe dare al racconto, scritto e girato in maniera men che dilettantesca, The Covenant, di horror, ha solo la realizzazione.

TITOLO ORIGINALE: The Covenant

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1 Comment

  1. L’ho visto anch’io quando l’hanno dato in tv e devo dire che concordo con te. Un film brutto e inutile, con l’aggravante di un regista tutto sommato capace come Harlin….!

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