AL CINEMA: Dracula

DRACULA di Dario Argento. Con Thomas Kretschman, Marta Gastini, Asia Argento, Rutger Hauer. Italia, Francia, Spagna, 2012. Horror.

Presentato fuori al concorso al Festival di Cannes, Dracula è tratto dall’omonimo romanzo di Bram Stoker. Jonathan Harker arriva al piccolo paese di Passburg per lavorare come bibliotecario presso il facoltoso conte Dracula, nobile del posto. Il lavoro gli è stato segnalato dalla vecchia amica Lucy Kisslinger, che aspetta anche l’arrivo di Mina, moglie di Jonathan e sua amica d’infanzia. Quello che Harker non sa, però, è che un antico male affligge il paese: si tratta dello stesso Dracula, che nasconde dietro una facciata di cortese e fiera nobiltà la propria vera natura di creatura delle tenebre, un vampiro che si nutre del sangue delle proprie vittime. Jonathan presto cade vittima del conte e della sua concubina Tania, e Mina, appena arrivata a Passburg per raggiungere il marito, rischia di essere la prossima…

Curioso come, dopo aver dichiarato, in seguito a M.D.C. La maschera di cera (1997) e Il fantasma dell’Opera (1998), di non avere la minima intenzione di tornare ad occuparsi di “mostri classici”, Dario Argento abbia voluto cimentarsi con il classico per eccellenza, il Dracula creato dall’irlandese Bram Stoker nel 1897 che ha plasmato la sensibilità cinematografica nei confronti dell’horror di epoca in epoca, a partire dal Nosferatu di Murnau del 1922. Sicuramente, in un periodo appestato dai vari TwilightThe Vampire Diaries ed emuli, tornare all’origine del mito vampiresco non fa che bene ai fan dell’horror. Vero anche, però, che dati gli ultimi exploit di Argento, c’era ben poco da sperare in questa sua versione 3D di Dracula. Stranamente, invece, il film risulta, se non proprio passabile, certamente superiore a molti degli ultimi lavori dell’autore romano. Certo, Asia Argento è un’attrice inetta ed il più delle volte imbarazzante, con i suoi grugniti e la sua pronuncia che richiederebbe con corso intensivo di dizione; Thomas Kretschman è decisamente ridicolo quando vuole dare sfogo al lato animalesco del proprio personaggio con smorfie improbabili ed espressioni involontariamente comiche, pur risultando abbastanza convincente nei panni più aristocratici e compassati del conte; gli effetti speciali di Stivaletti raggiungono una bruttura unica, coronati da una mantide religiosa gigante completamente in CGI che rinuncia a qualsiasi credibilità; l’innamoramento di Mina nei confronti del conte è ingiustificato ed improvviso; la trama si condensa interamente nell’ultimo quarto d’ora, con tutte le conseguenze del caso; i servitori di Dracula, vampiri e non, valgono ben poco e cadono come mosche; i paletti piantati nel cuore dei mostri vengono poi inquadrati nello stomaco, e viceversa; il 3D non regge la definizione nei movimenti di camera e finisce con lo sgranare alcune scene; i personaggi rimangono piatti e lo svolgimento narrativo è contraddittorio ed insensato. Eppure, nonostante questi palesi difetti, Dracula non è il fallimento paventato, e riesce ad infilare alcune buone intenzioni ed intuizioni: pregevoli i rimandi alla Hammer, con elementi cromatici esagerati ed un paese (tedesco invece che transilvano) azzeccato e suggestivo; belle le ambientazioni, con il castello di Dracula resuscitato vicino a Ivrea, usando quello di Montalto Dora; interessante la fotografia, dello storico Luciano Tovoli, come anche le musiche dell’immancabile Claudio Simonetti, ex-Goblin. Niente di tutto questo basta per rendere Dracula un buon film, e la tensione inesistente, il riso involontario al posto dei brividi ed un gore che è ormai parodia di se stesso, non aiutano certo; considerati gli abissi raggiunti in precedenza da Dario Argento, però, quest’ultima sua fatica è più che benvenuta per chi cerca qualche traccia della vecchia capacità narrativa ed immaginifica di quello che, indubbiamente, ha segnato il thriller e l’horror italiani. Non un gran film, probabilmente nemmeno decente, ma comunque un passo avanti.

TITOLO ORIGINALE: Dracula

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4 Comments

  1. STIVALETTI ha curato solo ed esclusivamente gli effetti tradizionali. Non centra nulla con gli effetti digitali e la mantide non l’ha fatta lui (ha solo fatto le chele che sivedono in dettaglio mentre la preda viene trafitta). Stivaletti ha fatto il suo lavoro di sempre… un effettista che ha curato lo slatter, la replica altamente fedele delle teste degli attori tramite calchi vari… la maschera di ferro e altre cose di questo genere in Dracula 3d. Sono il suo collaboratore e cio’ che ti dico prendila come bibbia. Un saluto e ribadisco ancora un volta: Stivaletti non ha mai fatto effetti digitali in dracula.

    1. Grazie mille per la precisazione, allora!!!
      Avendo letto semplicemente il solito “Effetti speciali – Sergio Stivaletti”, avevo dato per scontato che ci fosse lui anche dietro al CGI, oltre che al suo classico “artigianale”. Evidentemente mi sono sbagliato ^_^
      Ancora, grazie mille, e buon lavoro!

    1. Considerata l’attenzione che solitamente Argento (non) pone ai propri personaggi, parlare di “storia d’amore” è in effetti esagerato, ma comunque qualcosa c’è. Per Asia, non posso che essere d’accordo…

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