SKY CINEMA MAX HD, 17.40: Dredd – La legge sono io

Dredd - La legge sono ioDREDD – LA LEGGE SONO IO di Danny Cannon. Con Sylvester Stallone, Armand Assante, Diane Lane, Rob Schneider. USA, 1995. Fantascienza.

Tratto dalla serie a fumetti Judge Dredd di John Wagner e Carlos Ezquerra, Dredd – La legge sono io ha vinto un Universe Reader’s Choice Award, ed ha ricevuto quattro nomination ai Saturn Award ed una ai Razzie (Peggior Attore a Stallone). Nel terzo millennio, la Terra è stata devastata dalle guerre nucleari, e la maggior parte del pianeta è ridotto ad un deserto inabitabile, chiamato Terra Maledetta. La popolazione umana vive in megalopoli isolate, rette da una forza di polizia, i Giudici, che agiscono come giudice, giuria e boia pattugliando le strade affette da criminalità. A Megacity-1, Joseph Dredd è il Giudice più efficiente e spietato, il terrore dei criminali. Quando però un vecchio nemico, Rico, riesce a fuggire di prigione e ad incastrare Dredd per omicidio, la legge si ritorcerà contro il suo più valente tutore, e Megacity-1 rischierà di cadere preda del caos…

Il fumetto britannico Judge Dredd, passato brevemente per le mani della DC e storicamente pubblicato sulla rivista 2000 AD, è relativamente poco conosciuto in Italia, ma un vero e proprio cult all’estero, che vede muoversi, in un futuro distopico e post-apocalittico, un antieroe brutale che dispensa pene e sentenze a criminali pittoreschi, che spaziano dai “semplici” mutanti a robot e cyborg. Danny Cannon, semi-esordiente con all’attivo solo il poliziesco Young Americans, poteva avere una chiave di lettura appropriata sul personaggio e la sua mitologia, visto e considerato il lavoro fatto con Harvey Keitel nella sua prima pellicola. Raccontare una storia nata da una mente britannica con una sensibilità statunitense non è però facile, e quasi mai una buona idea: Dredd – La legge sono io scorda presto le proprie radici, puntando tutto su una spettacolarizzazione un po’ kitsch (per quanto possa essere efficace il costume disegnato da Gianni Versace) e, soprattutto, su un eroe decisamente più positivo ed umano di quanto non fosse il Dredd originale. Di fronte ad un Sylvester Stallone che salva vite, non indossa quasi mai l’elmetto (che nei fumetti non si è mai tolto) e addirittura bacia la coprotagonista Diane Lane, il cocreatore della serie John Wagner si è giustamente dissociato dalla pellicola, disconoscendola. Il torto maggiore di Cannon è stato, in effetti, quello di appiattire completamente gli elementi originali del mito di Dredd, realizzando un normalissimo e comunissimo action fantascientifico i cui protagonisti hanno, per puro caso, gli stessi nomi dei personaggi della serie a fumetti. Anche preso come film a se stante, però, Dredd – La legge sono io è tutt’altro che una pellicola pregevole, e fatti salvi alcuni momenti tutto sommato divertenti (l’evasione di Armand Assante/Rico Dredd) ed alcune interpretazioni (Max Von Sydow), si assiste perlopiù ad un desolante panorama di totale mancanza di idee, di talento immaginifico, di capacità narrativa. Non ci si annoia ma non ci si diverte, non si resta del tutto delusi ma certamente neanche un po’ soddisfatti: Dredd – La legge sono io è il prodotto insipido e banale di un immaginario commerciale e sdoganato che non ha niente di nuovo da raccontare, e certamente non ha il talento necessario a mettere in scena il mondo di Wagner & Ezquerra. Un’occasione più che sprecata.

TITOLO ORIGINALE: Judge Dredd

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