ITALIA 1, 14.00: Ladyhawke

Lady HawkLADYHAWKE di Richard Donner. Con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer, Matthew Broderick, John Wood. USA, 1985. Fantasy.

Nono film di Richard Donner, Ladyhawke ha vinto due Saturn Award e due Golden Reel Award, ed ha ricevuto altre sei nomination, due delle quali agli Oscar (Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Sonoro). Italia, XII secolo: il ladruncolo Philippe Gaston, detto “Il Topo”, riesce ad evadere dalle prigioni di Aguillon. Durante la fuga rocambolesca, Philippe si imbatte nell’ex capitano delle guardie ed ora soldato di ventura Etienne Navarre, che lo aiuta a seminare gli uomini del malvagio vescovo di Aguillon. In compagnia di Navarre, il ragazzo verrà a conoscenza della terribile maledizione che grava sul soldato e sulla sua amata, la bellissima Isabeau D’Anjou: il vescovo, geloso della loro unione, lanciò loro un anatema, che trasforma di giorno Isabeau in falco, di notte Etienne in lupo. Per sempre insieme ed eternamente divisi, i due viaggiano attraverso l’Europa, ormai disperando di spezzare la maledizione…

Dopo i fasti del piccolo cult I Goonies, Richard Donner approda al genere fantasy, confezionando un’avventura cappa e spada medievale, una fiaba romantica e magica che ha ottenuto un discreto successo di pubblico come di critica. Ladyhawke ripercorre i topoi della favola classica, con un eroe involontario che si ritrova coinvolto in storie di magie e sortilegi, che dovrà fare affidamento solo sul proprio ingegno per portare il principe e la principessa di turno all’inevitabile ed agognatissimo “…e vissero felici e contenti”. Donner è certamente un regista che con la spettacolarità ci sa fare, e pur contenendosi nel budget e negli effetti speciali, anche il suo Ladyhawke  non delude sotto questo punto di vista, ed offre suggestioni notevoli da un punto di vista immaginifico. Notevole il cast principale: Rutger Hauer, che sostituisce Kurt Russell, è il rude e malinconico Etienne Navarre, vero lupo anche quando in forma umana; Michelle Pfeiffer, davvero splendida, è la dolce Isabeau D’Anjou; fra i due, a tentare di riunirli, un giovanissimo Matthew Broderick ancora agli inizi della propria carriera, qui l’ingegnoso ladruncolo “Il Topo”. Contro di loro, i cattivi John Wood, Ken Hutchison ed un irriconoscibile Alfred Molina, mentre dalla loro parte si schiera il burbero e divertente Leo McKern, in un ruolo che è una sorta di Frate Tuck. Giustamente celebre la splendida colonna sonora di Andrew Powell, potente e struggente, vero e proprio coprotagonista nella vicenda. Eccezionali anche i paesaggi, tutti italiani, che fanno da cornice naturale ad una storia in cui, sempre bambini quando si tratta di fiabe, si crede volentieri. In Italia, il film incontrò non pochi problemi per il fatto che il cattivo del film è, nella versione originale, il vescovo de L’Aquila, elemento che avrebbe potuto offendere, a detta della distribuzione, la Chiesa italiana o gli aquilani; il “problema” fu “risolto” nel doppiaggio, e l’abruzzese L’Aquila divenne Aguillon, traduzione francofona francamente inutile che arriva a danneggiare anche l’eventuale pubblicità agli italianissimi luoghi delle riprese. Contraddizioni tutte italiane a parte, Ladyhawke è un film riuscito, che coinvolge con una storia magica e romantica, sposando un indubbio gusto per l’immagine ad una notevole capacità recitativa, sacrificando a volte la narrazione vera e propria ad un’estetica fine a sé stessa, ma comunque efficace.

TITOLO ORIGINALE: Ladyhawke

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