RAIMOVIE, 06.30: Noi siamo le colonne

Noi siamo le colonneNOI SIAMO LE COLONNE di Alfred J. Goulding. Con Stan Laurel, Oliver Hardy, Wilfred Lucas, James Finlayson. USA, 1940. Commedia.

Penultima collaborazione fra Laurel & Hardy e Hal Roach, Noi siamo le colonne è l’ottavo lungometraggio di Alfred Goulding. Dopo una serie di sciagurate esperienze lavorative, dal servizio domestico alla pulizia delle strade, Stanlio e Ollio giungono alla conclusione di aver bisogno di un incremento della propria istruzione. Quando i due, per caso, fermano un ladro in fuga, il direttore della banca rapinata offre loro come ricompensa, in risposta al loro desiderio, un’iscrizione alla prestigiosa Oxford University britannica. Una volta oltreoceano, i due imbranati americani diventano lo zimbello degli altri studenti, che giocano loro una serie di brutti tiri che rischiano di metterli nei guai col rettore. Tutto cambia quando Mariano, domestico del dormitorio, riconosce in Stanlio nientemeno che Lord Paddington, il più brillante studente mai entrato a Oxford, da tempo scomparso senza lasciare traccia…

Quello che è ormai noto come il tredicesimo lungometraggio di una delle coppie comiche più famose e popolari di sempre, Laurel & Hardy (in Italia Stanlio & Ollio), era in origine l’ennesimo cortometraggio, poi allungato di una mezz’ora per il mercato europeo. I due comici sono ormai nella fase tarda della loro collaborazione, e stanno per dire addio allo storico produttore Hal Roach, in seguito sostituito da Fox e MGM. Al timone, il prolifico regista Alfred J. Goulding, ormai a proprio agio con la coppia, e forte dell’esperienza di più di duecento tra corti e lungometraggi; come al solito, però, l’intero film è sostenuto dalla vis comica dell’irresistibile duo protagonista, capace qui di recuperare la verve dei primi tempi. Sono decisamente riconoscibili i frammenti aggiunti per superare l’ora di durata: piuttosto superflui e completamente slegati dalla trama principale, i due episodi iniziali servono solo come omaggio a precedenti lavori di Laurel & Hardy, e rimangono la parte più debole del film. Nelle stesse battute di Hardy, l’intera cena iniziale, con Ollio maggiordomo e Stanlio cameriera (!) è una sorta di remake di Cena di gala di E. Livingston Kennedy (in originale From Soup to Nuts, come annuncia Ollio mettendo gli ospiti a tavola), mentre il finale della stessa guarda a quello, praticamente identico, di uno dei primissimi lavori della coppia, prima ancora che fossero noti come duo, il Mogli sfuggenti di Fred Guiol. Il film vero e proprio comincia con l’arrivo dei due imbranati americani all’inglesissimo Oxford, in un tripudio di divertenti stereotipi e preconcetti da entrambe le parti. Per la prima e unica volta nella sua carriera, Laurel cambia l’usuale voce del suo personaggio, andando dal solito timbro un po’ svampito di Stan/Stanlio all’elaborato accento britannico di Lord Paddington, sbruffone geniale che dà consigli per telefono ad Albert Einstein. Il resto del cast sparisce presto in favore delle dinamiche fra i due protagonisti, ma rimangono comunque da segnalare un giovanissimo Peter Cushing, che interpreta il maligno studente Johnson, e Wilfred Lucas, negli esasperati panni del rettore Williams. Noi siamo le colonne rimane uno dei lavori meglio riusciti dell’ultimo decennio di attività della storica coppia, capace di alternare gag fisiche e verbali, regalando molti episodi esilaranti istantaneamente assurti al rango di classici della comicità: semplicemente esilarante.

TITOLO ORIGINALE: A Chump at Oxford

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