AL CINEMA: Devil’s Knot – Fino a prova contraria

Devil's Knot - Fino a prova contrariaDEVIL’S KNOT – FINO A PROVA CONTRARIA di Atom Egoyan. Con Colin Firth, Reese Witherspoon, James Hamrick, Alessandro Nivola. USA, 2013. Storico.

Tratto dal libro Devil’s Knot: The True Story of the West Memphis Three di Mara Leveritt, Devil’s Knot – Fino a prova contraria è il tredicesimo film di Atom Agoyan. West Memphis, Arkansas, 1993: Stevie Branch, Christopher Byers e Michael Moore, tre bambini di otto anni, vengono brutalmente uccisi e seviziati. La piccola comunità è sconvolta, ma la polizia arresta presto tre adolescenti sospettati di satanismo: Damien Echols, Jason Baldwin e Jessie Misskelley Jr., da subito considerati colpevoli degli omicidi. Il detective privato Ron Lax, contrario alla pena di morte, decide di collaborare con i difensori dei tre ragazzi, nel tentativo di evitar loro la pena capitale. Procedendo con le indagini, però, Lax si rende conto che molto è stato ignorato dalla polizia, fra prove e sospettati, e che l’esito del processo è stato deciso ancor prima del suo inizio.

La storia recente degli Stati Uniti conta purtroppo numerosi casi di infanticidi, serial killer e omicidi rituali legati a sette religiose; fra questi, uno degli episodi che più ha segnato l’immaginario di una generazione è quello dei “West Memphis Three”, tre ragazzi accusati di aver ucciso altrettanti bambini di otto anni all’interno di una cerimonia satanica. Incarcerati nel 1995, i tre sono usciti solo nel 2011, dopo che la loro innocenza è stata riconosciuta da un altro giudice in seguito ad un altro processo, e dopo aver ottenuto l’appoggio e l’aiuto di molte persone, fra cui quello dei genitori di due dei bambini uccisi. Atom Egoyan, regista armeno naturalizzato statunitense, sceglie proprio la storia dei West Memphis Three per raccontare una certa America, quella della caccia alle streghe, dei processi lampo, dei colpevoli cercati fra categorie più che fra individui, delle sentenze sancite dall’opinione pubblica piuttosto che da una giuria imparziale. Attraverso il libro-inchiesta di Mara Leveritt, Egoyan ricostruisce gli eventi storici utilizzando il linguaggio del thriller, costruito a partire da personaggi tragicamente umani nelle loro debolezze e nella loro forza, persone normali alle prese con una situazione eccezionale nella sua brutalità. L’impostazione narrativa è quella classica, che vede una piccola comunità chiudersi su se stessa e scagliarsi contro il Nemico (vero o presunto) al momento in cui si sente minacciata, un gruppo pronto a credere a qualunque cosa, pur di uscire dall’incubo. Egoyan però va oltre la semplice analisi del sentire comune, e mostra come le emozioni della massa arrivino ad influenzare direttamente anche pubblici uffici che dovrebbero invece agire nell’imparzialità: l’onda emotiva di furia e indignazione comprensibile in una popolazione sconvolta diventa ingiustificabile al momento in cui arriva a incidere gli organi della giustizia, compromettendo la credibilità dell’intero sistema. Inevitabile una rilettura politica dell’evento rappresentato: la ricostruzione dei delitti e, soprattutto, del processo avvenuti a West Memphis nel ’93 serve a Egoyan ed al suo pubblico come cartina di tornasole per comprendere la politica americana, estera ed interna, dopo l’11 settembre 2001, in un parallelo disturbante che parla degli errori, e degli orrori, che un popolo spaventato è capace di commettere sotto una guida che non è (più?) quello che dovrebbe essere, che alimenta paranoia e rabbia invece che controllarle, che istituzionalizza linciaggio e caccia alle streghe piuttosto che tentare una giustizia più alta. Egoyan modifica alcuni elementi nella propria ricostruzione, in modo da focalizzare l’attenzione dello spettatore là dove gli serve per trasmettere il proprio messaggio e la propria visione, e ci riesce brillantemente, con un thriller disturbante, angosciante, ma profondamente problematico ed intelligente. Arricchito da un cast sempre all’altezza, dall’efficace colonna sonora di Mychael Danna e da una regia esperta e determinata, Devil’s Knot – Fino a prova contraria è un thriller inaspettato, che arriva al punto con chiarezza ma senza inutili polemiche, una critica sociale che non dà sconti ad alcuno dei protagonisti.

TITOLO ORIGINALE: Devil’s Knot

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