RAIMOVIE, 06.30: Fra Diavolo

Fra' DiavoloFRA DIAVOLO di Hal Roach, Charley Rogers. Con Oliver Hardy, Stan Laurel, Dennis King, Thelma Todd. USA, 1933. Commedia.

Tratto dall’omonima opera di Daniel Auber, Fra Diavolo è il primo lungometraggio di Charley Rogers. Italia Centrale, XVIII secolo: Stanlio e Ollio sono in viaggio per l’Italia, ma vengono derubati da un gruppo di briganti. I due decidono allora di reinventarsi banditi, ma la zona è già terreno di caccia di Fra Diavolo, leggendario fuorilegge annunciato sempre da una canzone. Ollio tenta di sfruttare la cosa, e si finge Fra Diavolo nel tentativo di derubare il primo passante. La vittima, però, si rivela essere l’originale brigante, che condanna i due sfortunati viaggiatori a morte. Dopo un esilarante tentativo (fallito) di impiccagione, Fra Diavolo prende in simpatia Stanlio e Ollio, e decide di farli entrare nella propria banda. Con l’intento di travestirsi dal Marchese di San Marco per derubare tutti i nobili della zona, Fra Diavolo manda Stanlio e Ollio come spie in un ricco albergo…mossa che, vista l’imbranataggine dei due, finirà col costargli caro.

Michele Arcangelo Pezza, meglio noto come Fra Diavolo, è stato un brigante che ha operato nell’Italia Centro-Meridionale alla fine del ‘700, diventato poi eroe popolare nei panni di condottiero delle truppe di rivoltosi legittimisti sanfedisti; sulla sua figura, un ambiguo antieroe sempre in bilico fra bene e male che aveva affascinato perfino Victor Hugo, il compositore francese Daniel Auber compose l’opera buffa Fra Diavolo, ou L’hôtellerie de Terracine, in cui il brigante elaborava complicati piani per derubare due ricchi inglesi in viaggio in Italia, sullo sfondo di una contestata storia d’amore fra la figlia di un oste ed un povero brigadiere dei carabinieri. Proprio dall’opera di Auber Jeanie Macpherson trae una sceneggiatura, che sarebbe diventata il nuovo film con protagonista il duo comico Stan Laurel & Oliver Hardy (meglio noti in Italia come Stanlio & Ollio, che stavolta sono anche i nomi dei rispettivi personaggi nella versione originale). I due tornano al cinema dopo il successo de Il compagno B, stavolta per la regia di Hal Roach, coadiuvato dall’attore Charley Rogers per le sezioni non musicali. A dividere la scena con l’inossidabile coppia, un antagonista/protagonista d’eccezione, decisamente più rilevante delle solite comparse: l’attore e cantante Dennis King è il brigante Fra Diavolo, violento ma affascinante, che sfrutta portamento e soprattutto voce (in italiano è doppiato dal grande baritono, attore e regista Tito Gobbi) per portare sulla scena un personaggio che rifletta al meglio l’ambiguità della figura storica come del protagonista di Auber; un personaggio come Fra Diavolo, però, porta con sé una serie di rischi, che puntualmente Roach e Rogers non riescono ad evitare, in primis una commistione poco coerente di generi. Fra rapine, esecuzioni e seduzioni, Fra Diavolo non riesce ad integrare bene la presenza delle due star principali, che sembrano quasi limitarsi ad un siparietto comico che ogni tanto interrompe la trama principale; sarebbe forse più esatto dire il contrario, ovvero una storia di amore e morte che saltuariamente si inserisce fra una gag e l’altra dei due comici. I numeri musicali non facilitano le cose, ed il tono generale finisce con l’essere fin troppo discontinuo per coinvolgere davvero. Rimane il fatto che le parti di totale dominio di Laurel & Hardy siano fenomenali, a partire dal loro primo, esilarante confronto col brigante. Rimangono nella memoria un paio di sequenze, in particolare quella della risata incontenibile ed irresistibile, che da Stanlio contagia Ollio ed infine l’intero pubblico, ed i giochi con le mani messi in scena da Laurel, che peraltro divennero virali dopo l’uscita del film: sia il “naso-nasino-nasello” (in originale Kneesy-Earsy-Nosey) che il “menadito” (Finger Wiggles), veri e propri fenomeni di costume, con sommo scorno del povero Hardy. Oltre ai tre personaggi principali, si segnalano a malapena i coniugi inglesi da derubare, James Finlayson e Thelma Todd, che nei panni di Lord e Lady Rocburg riescono a rubare qualche minuto in più sulla scena rispetto alle decine di figuranti, semplici riempitivi per quello che, non fosse per King, sarebbe il solito two-men-show. Il film diverte quanto basta e regala almeno un paio di gag memorabili, ma fallisce nel valorizzare appieno il talento di quella che è e rimane una delle migliore coppie comiche di sempre, inserendo una molteplicità dispersiva di generi e toni che ne azzoppa il ritmo. Decisamente non uno dei migliori lungometraggi dei due, ma comunque non uno dei peggiori.

TITOLO ORIGINALE: The Devil’s Brother

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