RAITRE, 01.45: Il compagno B

Il compagno BIL COMPAGNO B di George Marshall, Raymond McCarey. Con Stan Laurel, Oliver Hardy, Jacquie Lyn, Donald Dillaway. USA, 1932. Commedia.

Terzo lungometraggio della coppia Laurel & Hardy, Il compagno B è anche il lungometraggio d’esordio di Ray McCarey. 1917: Stanlio e Ollio tentano di evitare la guerra fingendosi disabili, ma l’imbroglio fallisce miseramente e i due sono costretti a partire per l’Europa. Qui, dopo che la loro inettitudine li ha fatti confinare prima nelle cucine e poi perfino in prigione, gli improbabili soldati finiscono col vincere una battaglia sul fronte francese con un incredibile colpo di fortuna. Durante la stessa battaglia, però, perde la vita l’amico Billy Smith, la cui figlioletta, in America, è in mano a tutori sconosciuti. Congedati con onore, Stanlio e Ollio torneranno negli States con l’intento di mantenere una promessa fatta a Billy e di portare la bambina dai nonni. Il problema è che l’unico nome a disposizione dei due è “Smith”, non proprio una rarità negli Stati Uniti…

Dopo Muraglie Allegri legionari, l’inossidabile coppia Stanlio & Ollio (al secolo Stan Laurel & Oliver Hardy) tornano al cinema con un nuovo lungometraggio, stavolta ambientato durante la Prima Guerra Mondiale. Tornano tutti gli ingredienti classici dei numeri del duo, il che comporta una quantità pressoché illimitate di gag slapstick (di solito a danno del povero Ollio), “cattivi” antipatici e dal cazzotto facile (il solito James Finlayson, ma stavolta anche il regista George Marshall, nei panni del minaccioso cuoco Pierre), una storia principale sulla quale si innestano una serie di sottotrame più o meno coerenti o pertinenti. In più, in Il compagno B (il titolo deriva da un inspiegabile errore di traduzione nella versione italiana, che trasforma il soldato Eddie Smith di Donald Dillaway in Billy Smith, salvo poi chiamarlo a tratti comunque Eddie) aggiunge una piccola coprotagonista, la giovanissima Jacquie Lyn, in funzione della quale la storia si sposta presto su toni che richiamano Il monello di Charlie Chaplin, con risultati a posteriori anche fin troppo sdolcinati. Il titolo originale si rifà alla canzone di guerra Pack Up Your Troubles in Your Old Kit-Bag, and Smile, Smile, Smile (che ovviamente nella tagline diventa “Laugh, laugh, laugh”), una marcetta che accompagna le disavventure della coppia, nuovamente soldati dopo Allegri legionari, ma come al solito irrimediabilmente imbranati qualsiasi veste (o uniforme) si trovino a indossare. La sceneggiatura, firmata dal regista Ray McCarey e da H. M. Walker, oltre che dallo stesso Laurel, è divisa in due tronconi ben distinti: il primo vede i nostri impegnati in operazioni di guerra che, a conti fatti, si svolgono più nelle cucine che non in trincea (salvo l’esilarante disavventura col carrarmato); il secondo invece, ed è senza dubbio il nucleo narrativo del film, vede gli “eroi di guerra” cercare “un certo Mr. Smith” a New York City, compito decisamente titanico. Marshall punta più che altro sulla seconda sezione, ed è nell’ingrata cerca dei due protagonisti che regala alcuni dei momenti più divertenti del film (rovinare un matrimonio semplicemente suonando a un campanello non è cosa da tutti) ed anche dei più teneri (i duetti di Stanlio con la piccola che gli racconta favole sono semplicemente deliziosi); la storia prosegue fra una gag e l’altra fino ad una conclusione decisamente improbabile, assolutamente stucchevole, ma in linea con l’atmosfera di favola a lieto fine (quasi…) che Marshall mette su, regalando un happy ending che guarda ad un tipo di cinema che ancora crede alle storielle a lieto fine e che vuole regalare al pubblico solo buoni sentimenti, e soprattutto tante risate. Certo non il miglior film della coppia, Il compagno B rimane comunque una commedia divertente ed efficace, un cinema che non c’è più e di cui, ogni tanto, sentiamo nostalgia.

TITOLO ORIGINALE: Pack Up Your Troubles

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