RAI1, 16.40: Zanna Bianca – Un piccolo grande lupo

Zanna Bianca - Un piccolo grande lupoZANNA BIANCA – UN PICCOLO GRANDE LUPO di Randal Kleiser. Con Klaus Maria Brandauer, Ethan Hawke, Seymour Cassel, Susan Hogan. USA, 1991. Avventura.

Tratto dal romanzo Zanna Bianca di Jack London, Zanna Bianca – Un piccolo grande lupo ha vinto un Genesis Award. 1898: l’Alaska è ormai la terra dei cercatori d’oro, e fra i tanti arrivati per inseguire il mito della ricchezza del terreno c’è Jack Conroy, un giovane istruito arrivato a Skagway per prendere possesso di una miniera lasciatagli in eredità dal padre. Per farsi aiutare nelle ricerche, Jack si accompagna ad alcuni cercatori d’oro del luogo, ma una notte il gruppo viene attaccato da un branco di lupi guidato da una scaltra lupa ibrida. Durante l’attacco la lupa rimane uccisa, ed il cucciolo di lei si ritrova solo: in cerca di cibo, il piccolo viene trovato dall’indiano Castoro Grigio e addestrato come fosse un cane da slitta, col nome Zanna Bianca. In un modo inaspettato, le vite di Jack Conroy e di Zanna Bianca finiranno per incrociarsi, e fra i due nascerà un forte legame.

Fra i romanzi di avventura, un posto particolare è indubbiamente riservato a quelli di Jack London, uno degli autori che più ha saputo restituire il senso dello spirito di frontiera, del rapporto a volte conflittuale fra uomo e natura, impostando i propri romanzi e racconti di formazione sempre su un doppio binario che coinvolgesse anche i personaggi animali, trattati alla stregua di quelli umani senza mai però essere antropomorfizzati. Zanna Bianca, in particolare, storia di un lupo cresciuto come un cane che dal Canada segue fedelmente il padrone fino in California, aveva già trovato tre riduzioni filmiche: la prima negli anni Quaranta, in una versione russa diretta da Aleksandr Zguridi, e le altre due negli anni ’70, in due pellicole italiane (una il seguito dell’altra) dirette da Lucio Fulci e Tonino Ricci. Era solo questione di tempo prima che gli Stati Uniti si riappropriassero della storia, e vista la natura della stessa era quasi inevitabile che fosse la Disney ad occuparsene, producendone una versione blockbuster che fa buon uso degli splendidi paesaggi nordamericani e, soprattutto, della presenza di cani e lupi come protagonisti, come la tradizione degli studios impone. L’ambientazione viene spostata dal Canada all’Alaska, così da mantenere tutta la vicenda entro i confini nazionali, e per quanto questa sia la versione più fedele al romanzo di London mai girata, alcuni elementi vengono fortemente modificati, alcuni personaggi vengono eliminati, addirittura alcuni passaggi narrativi vengono importati direttamente da un altro lavoro del romanziere, Il richiamo della foresta. Nonostante il film sia targato Disney (e questa probabilmente è la maggiore delusione per il pubblico infantile) il lupo Zanna Bianca ha una parte essenzialmente da comprimario, quasi non compare prima di metà film, lasciando la scena ai protagonisti umani, le cui avventure per un bambino non sono certo interessanti quanto quelle del branco; al centro della vicenda è quindi il giovane Jack Conroy, versione filmica del cartaceo Weedon Scott, interpretato da un Ethan Hawke spaesato almeno tanto quanto il proprio personaggio. Con tutta la buona volontà, Hawke non riesce a sostenere da solo l’intero film, e si fa spesso e volentieri rubare la scena dai comprimari, siano questi il cattivo Beauty Smith del solito James Remar o perfino il saggio Castoro Grigio di Pius Savage. Randal Kleiser dirige senza troppa convinzione, e le parti migliori rimangono probabilmente le affascinanti panoramiche sulle vallate innevate del Klondike, ed alcuni dei momenti più intimisti fra il ragazzo e il lupo dopo che quest’ultimo è stato recuperato dalle lotte fra cani; il resto scivola facilmente via, perdendosi in una serie di ben poco memorabili spedizioni diurne e momenti in notturna attorno al fuoco, immagini che non portano con sé il fascino ed il brivido delle descrizioni di London, e che non riescono d’altra parte a crearsi un’identità autonoma. Il problema principale di Zanna Bianca – Un piccolo grande lupo è la noia, e chiunque non riesca ad empatizzare totalmente col ragazzo (o perfino col lupo) si ritrova immerso in un’avventura che manca di ritmo e di emozione, una vicenda scontata e ripetitiva che va verso un immancabile finale insopportabilmente buonista e fuori luogo. Se si considera che, nonostante tutto, questa rimane la migliore versione filmica di Zanna Bianca, non resta che compatire il povero Jack London.

TITOLO ORIGINALE: White Fang

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...