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Halloween IIHALLOWEEN II di Rob Zombie. Con Scout Taylor-Compton, Malcolm McDowell, Sheri Moon Zombie, Tyler Mane. USA, 2009. Horror.

Sequel di Halloween – The Beginning di Zombie, Halloween II ha ricevuto una nomination ai Chainsaw Award. È passato un anno da quando Laurie Strode ha ucciso il serial killer Michael Myers: il corpo di quest’ultimo, però, è andato disperso durante il trasporto all’obitorio. Laurie è stata adottata dai Brackett, mentre il dottor Sam Loomis ha sfruttato la strage per scrivere un altro controverso libro, in cui fra l’altro svela che Laurie è la sorellina perduta di Michael, Angel Myers. L’assassino, ovviamente, è sopravvissuto, ed è perseguitato da visioni della madre che lo sprona a “riunire la famiglia”: in occasione della notte di Halloween, Michael torna a Haddonfield, pronto a finire il lavoro cominciato tanti anni prima…

Dopo una sconfortante parabola discensiva di uno dei franchise horror più famosi e popolari di sempre, Rob Zombie aveva portato una ventata d’aria fresca con un remake disturbante, problematico, spaventoso, crudo e impegnato. L’idea originale del regista/sceneggiatore era quella di girare un film autoconclusivo, e l’uccisione di quasi tutti i protagonisti era stato un segno piuttosto forte in quel senso: il successo del film e gli interessi del produttore Malek Akkad, però, portarono la serie ad un’inevitabile inversione di rotta, e dopo essere stato quasi sostituito dai francesi Julien Maury e Alexandre Bustillo, Rob Zombie torna per realizzare un sequel alla sua revisione del classico di Carpenter. Dopo aver “rifatto” Il signore della morte in appena una sequenza, peraltro onirica, Zombie riprende le vicende della tormentata famiglia Myers a un anno di distanza dal primo film, sulla falsariga del più recente Halloween H20. Esattamente come H20, però, anche questo Halloween II si presenta privo di mordente o personalità, un’operazione essenzialmente commerciale che annacqua la carica polemica e problematica del precedente in una spiazzante noia, che fa di una monotona ripetitività un inarrestabile cavallo di battaglia. Privo dei sottotesti sociopolitici del primo film, Halloween II si muove sul versante dell’horror commerciale, mantenendone anche gli elementi più stereotipati ed irritanti (i personaggi riacquistano la proverbiale stupidità dei protagonisti del genere) tentando, senza successo, di riproporli in una “versione Rob Zombie” che rimane puro esperimento estetico. Il titanico Michael Myers di Tyler Mane è sempre più brutto, sporco e cattivo, come da “poetica popolare” di Zombie, ma perde un’identità propria, cancellando lo “spirito proletario” che lo animava nella precedente pellicola e ritrovandosi per tre quarti di film ad essere semplicemente il solito bruto omicida più o meno inquietante ed estremamente ripetitivo, con una minima eccezione sul finale; in più, Michael mutua stavolta dal “collega” Jason Voorhees di Venerdì 13 le visioni della madre che lo sprona a continuare la sua opera, una serie di apparizioni a metà fra lo schizofrenico ed il fantasmatico che rimangono fra le peggiori trovate dell’intero film. Colpiscono, stavolta in negativo, la regia ed il montaggio: Zombie trasforma la sua usuale follia rappresentativa in pura nevrosi, che si traduce in un montaggio allucinato, caotico ed a tratti insensato, ed in passaggi narrativi del tutto trascurati (impossibile non pensare a doti nascoste di teleporta in Michael, visti i suoi inspiegabili, rapidissimi spostamenti). Il fulcro del racconto dovrebbe essere la discesa di Laurie Strode/Angel Myers nella follia, in un ideale ricongiungimento con la famiglia non proprio più idilliaca del mondo, ma l’interpretazione isterica di Scout Taylor-Compton vanifica qualsiasi intento minimamente evolutivo della vicenda, presentandosi fin dalla primissima sequenza come completamente matta; non va meglio neanche a Malcolm McDowell, anti-eroe più che mai bidimensionale che cambia carattere e motivazioni senza apparente motivo da una sequenza all’altra. Un vero peccato, perché Rob Zombie era stato l’unico autore capace in trent’anni di franchise di rinnovare la formula del mito di Michael Myers e di renderlo di nuovo un mostro all’altezza dei tempi, una figura approfondita, problematica e inquietante pronta per tornare negli incubi dell’immaginario collettivo; con Halloween II, invece, il processo di rinascita della serie si interrompe bruscamente, tornando a livelli men che mediocri e ad uno stile piatto e banale. Forse, una volta tanto, è bene che il mostro rimanga morto.

TITOLO ORIGINALE: Halloween II

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