AL CINEMA: Captain America – Civil War

Captain America - Civil WarCAPTAIN AMERICA – CIVIL WAR di Joe e Anthony Russo. Con Chris Evans, Sebastian Stan, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson. USA, 2016. Fantastico.

Ispirato alla miniserie Civil War della Marvel Comics, Captain America – Civil War è il tredicesimo film del Marvel Cinematic Universe. Dopo una missione con un elevato numero di vittime civili in Laos, gli Avengers vengono posti di fronte a un bivio: accettare gli Accordi di Sokovia, che li renderebbero una task force alle dipendenze delle Nazioni Unite, col limite di poter intervenire solo dove e quando il Consiglio di Sicurezza decide, o rifiutarli, diventando di fatto dei fuorilegge. Capitan America, convinto che gli Avengers debbano agire per il bene di tutti e non per gli interessi delle singole nazioni, li rifiuta, mentre Iron Man, roso dai sensi di colpa per la distruzione causata da Ultron, li accetta: il resto del team si divide tra i due schieramenti. Il primo ordine dato al team di Stark è ovviamente quello di arrestare i fuggitivi di Rogers…

I fratelli Russo avevano dato prova di grande padronanza dell’Universo Marvel e dei suoi personaggi con il loro Captain America: The Winter Soldier, e Kevin Feige e la Disney non hanno così avuto la minima esitazione ad affidare loro il terzo film da “solista” del Capitan America di Chris Evans. Il rischio era notevole, considerato che il soggetto è un adattamento di una delle miniserie più amate di sempre, Civil War, il crossover di Mark Millar e Steve McNiven che mise l’uno contro l’altro gli eroi dell’Universo Marvel in una memorabile saga iperpoliticizzata, altamente spettacolare ed emotivamente coinvolgente. Anche la versione cinematografica del Marvel Universe viene così divisa in due fazioni, con Cap che si rifiuta di far diventare gli Avengers una squadra governativa, seppur internazionale, non fidandosi degli interessi specifici di questo o quel paese, ed Iron Man (un meno gigione e più tormentato Robert Downey Jr.) che invece guida quelli disposti a rinunciare alla propria autonomia in cambio di un maggiore controllo sulle proprie azioni (e di una sostanziale delega delle proprie responsabilità). I Russo e gli sceneggiatori Christopher Markus e Stephen McFeely fanno attenzione a non cedere completamente torto o ragione all’una o all’altra parte, insistendo su come entrambi i punti di vista siano sostenibili e condannabili a seconda della propria visione sul mondo e della progressiva evoluzione dei personaggi. I Russo riescono a giocarsi brillantemente una quantità di personaggi notevole, ed a tratteggiare bene ognuno di loro anche con poche sequenze, approfondendo le vecchie conoscenze (praticamente tutti i personaggi mai apparsi nel MCU) e presentando alcune intriganti new entry: tra tutti spicca Chadwick Boseman, un Pantera Nera dal portamento nobile e dalle movenze feline, un vendicatore nerovestito che finisce col rubare la scena anche a Chris Evans e Sebastian Stan. Nonostante le premesse non delude neanche Tom Holland, che ha l’onore e l’onere di riportare “a casa” Spider-Man inanellando il terzo reboot di fila: il suo Peter, decisamente più giovane dei predecessori, è un simpatico logorroico idealista e povero in canna, che sembra quasi ripreso di peso dalle pagine del fumetto. Ancora carente rimane il versante villain: tra un Frank Grillo che torna nei panni di Crossbones ma rimane sottoutilizzato, ed un Daniel Brühl che convince fino a un certo punto col suo Barone Zemo, i cattivi di casa Marvel continuano ad essere una delusione, sacrificati in profondità e sviluppo alle controparti eroiche. Come The Winter Soldier si contrapponeva, a livello politico e ideologico, all’immediatamente precedente L’Uomo d’Acciaio della DC/Warner, così Civil War si confronta direttamente con l’analogo Batman v Superman, decretando per la seconda volta la “vittoria” della Marvel: laddove gli eroi DC si scontrano senza un vero motivo, fanno a gara di brutalità e stupidità e regalano perle di puro fascismo reazionario, gli eroi Marvel si scontrano su temi obiettivamente controversi, rimangono ostinatamente eroi a tutto tondo indipendentemente dallo schieramento, evitano facili (o cretine, come in BvS) riconciliazioni per sottolineare la problematicità del difficile equilibrio tra libertà e sicurezza, tra responsabilità e arbitrio. Captain America – Civil War probabilmente non è “il miglior film di supereroi di sempre”, com’è stato acclamato: la sceneggiatura conserva alcuni punti fin troppo deboli, con alcuni passaggi frettolosi e qualche monologo (l’orazione funebre, la lettera finale) men che trascurabili; in più, nonostante venga sufficientemente rispettata la rilettura sociopolitica di Millar, i Russo non arrivano mai a osare abbastanza, e cercano sempre la scappatoia più facile per portare avanti la storia, senza rischiare di “shockare” il pubblico. Il film, però, rimane indubbiamente un blockbuster estremamente spettacolare (la scena dell’aeroporto è da antologia), appassionante, intelligente, che punta in egual modo sull’azione e sulla tensione emotiva tra i personaggi, coinvolgendo a più livelli e riuscendo nella non facile impresa di gestire una ventina di personaggi dando ad ognuno lo spazio che merita. Pur non raggiungendo i livelli di The Winter Soldier, Civil War è uno dei migliori film Marvel di sempre, capace di riuscire laddove anche Avengers – Age of Ultron aveva in gran parte fallito. Brillante.

TITOLO ORIGINALE: Captain America: Civil War

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