AL CINEMA: La battaglia di Hacksaw Ridge

la-battaglia-di-hacksaw-ridgeLA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE di Mel Gibson. Con Andrew Garfield, Teresa Palmer, Vince Vaughn, Sam Worthington. USA, Australia, 2016. Guerra.

Ispirato alla vita di Desmond Doss, La battaglia di Hacksaw Ridge ha vinto trentasei premi internazionali, ed ha ricevuto altre settantanove nomination, sei delle quali agli Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Attore Protagonista a Garfield, Miglior Montaggio, Miglior Sonoro, Miglior Montaggio Sonoro). 1945: durante la Seconda Guerra Mondiale, la settantasettesima divisione di fanteria americana viene inviata in Giappone per contribuire ai sanguinosi combattimenti che impegnano l’esercito a Okinawa. Tra loro c’è anche Desmond Doss, soldato pacifista che si rifiuta di mettere mano a un fucile, arruolatosi come medico e passato attraverso un addestramento durissimo. La sua determinazione a non usare violenza sul nemico gli è costata la stima e il rispetto dei compagni, ma a Maeda il suo valore e il suo coraggio avranno modo di emergere in maniera straordinaria.

Nella Seconda Guerra Mondiale, la battaglia di Okinawa è stata probabilmente la più sanguinosa sul versante del Pacifico, l’ultimo grande scontro diretto tra truppe statunitensi e giapponesi prima dello sgancio dell’atomica su Hiroshima e Nagasaki; tra le migliaia di soldati che vi hanno combattuto, uno è passato alla storia per motivi decisamente unici: il soldato semplice Desmond Doss, l’unico obiettore di coscienza a ricevere la Medaglia d’Onore (la più alta decorazione militare) durante la guerra, ricordato per aver salvato da solo la vita di settantacinque feriti senza mai mettere mano ad un’arma. Dopo un corteggiamento durato dieci anni, il produttore Bill Mechanic riesce a convincere Mel Gibson a portare sul grande schermo l’incredibile storia del medico che andò in guerra rifiutandosi di uccidere (salvando, anzi, anche diversi soldati della parte avversa), prendendo spunti dalle testimonianze dirette raccontate nel documentario su Doss nel 2004 (di cui appaiono alcune sequenze alla fine). L’assunto di La battaglia di Hacksaw Ridge è indubbiamente affascinante, una storia che attraverso un racconto di guerra parla del rifiuto di ogni violenza, impresa decisamente ambiziosa e quasi contraddittoria, se è vero come sosteneva Truffaut che ogni film sulla guerra finisce per essere un film a favore della stessa. La sceneggiatura di Andrew Knight e Robert Shenkkan sembra però trovare l’approccio giusto, e racconta Desmond Doss non solo attraverso la sua storia personale (brevissimo e unicamente funzionale il flashback della sua infanzia), ma soprattutto attraverso le reazioni che suscita in chi gli sta intorno, dalla famiglia ai commilitoni fino agli ufficiali superiori. Andrew Garfield interpreta un protagonista che, in senso stretto, non presenta evoluzione: granitico nelle sue convinzioni morali, un avventista del settimo giorno che si attiene alla lettera al comandamento “Non uccidere” e non accetta compromessi di sorta in merito, Doss non cambia, non muta atteggiamento, non si presta a letture ambigue, rimane saldo nelle proprie idee e riesce nella non facile impresa di tradurle in azione; quello che cambia, invece, è tutto il mondo accanto a lui, con compagni che cominciano col disprezzarlo apertamente considerandolo un puro e semplice vigliacco e che poi scorgono in lui, invece, un coraggio non comune ed una coerenza eroica, giungendo ad un rispetto quasi sacrale per il bizzarro commilitone. Gibson pecca, al solito, negli eccessi grafici, che indugiano fin troppo su una violenza da martirologio non sempre necessaria o funzionale, anzi, il più delle volte autocompiaciuta, ma riesce comunque a coinvolgere emotivamente il pubblico nella vicenda del soldato pacifista che va alla guerra per salvare vite, e valorizza anche i momenti più intimisti, specie quelli con uno straziante Hugo Weaving, veterano disilluso e ferito. Il sergente istruttore di Vince Vaughn, la sposa in attesa Teresa Palmer, il “bullo” Luke Bracey, tutti vanno a formare un’intricata rete di relazioni all’interno della quale si muove, immutato e deciso, un uomo unico nel suo genere che è andato in guerra per salvare vite piuttosto che spegnerle. I meriti del film sono con ogni probabilità da ascrivere più alla storia raccontata che non alla narrazione di Gibson, ma La battaglia di Hacksaw Ridge colpisce comunque per un messaggio in decisa controtendenza e di grande coraggio, considerato il frangente storico, la testimonianza che è possibile pensare, e agire, in modo diverso.

TITOLO ORIGINALE: Hacksaw Ridge

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