SKY CINEMA MAX HD, 06.25: Nido di vespe

nido-di-vespeNIDO DI VESPE di Florent Emilio Siri. Con Nadia Farès, Benoît Magimel, Samy Naceri, Anisia Uzeyman. Francia, 2002. Thriller.

Remake di Distretto 13 – Le brigate della morte di John Carpenter, Nido di vespe è il secondo film di Florent Emilio Siri. Un’azione congiunta della polizia francese, italiana e tedesca porta alla cattura del famigerato boss della mafia albanese Abedin Nexhep, e un commando si prepara a portarlo a Strasburgo per il processo. Un agguato degli uomini di Nexhep, però, costringe il convoglio a riparare in un capannone…lo stesso in cui cinque ladri stanno mettendo a segno un colpo, rubando centinaia di computer. Agenti di polizia e criminali si ritrovano presto dalla stessa parte, al momento in cui agenti della mafia albanese con equipaggiamento militare avanzato mettono sotto assedio il capannone nel tentativo di liberare il loro capo.

Dopo l’impegno socio-politico di Une minute de silence, Florent Emilio Siri torna nelle sale con un genere ed uno stile completamente diversi, coronando il proprio sogno di girare un western all’americana, per quanto nella sua versione urbana. Nido di vespe prende spunto da Distretto 13 – Le brigate della morte di Carpenter, qui riadattato in chiave europea, con la criminalità transnazionale che prende il posto delle gang di strada come “uomo nero” delle coscienze collettive, ed un commando internazionale che sostituisce il distretto di polizia di quartiere. Perfino più di Carpenter, Siri prende spunto da una serie di classici del western e racconta una storia che inizia con un assalto alla diligenza e prosegue con un assedio in puro stile Alamo, guardando ovviamente a Un dollaro d’onore di John Ford, ma anche a Sfida all’O.K. Corral di John Sturges, Il massacro di Fort Apache sempre di Ford, e numerosi altri, seguendo comunque il percorso narrativo di Carpenter (inclusa la famigerata scena del cono gelato, per quanto stavolta più edulcorata, meno incisiva e meno sconvolgente, oltre che del tutto irrilevante per la trama). La forma non fa certo difetto, e tra ottimi effetti speciali e sequenze d’azione ben curate, Siri firma un thriller adrenalinico tecnicamente al livello dei corrispettivi d’oltreoceano. Il grande assente di Nido di vespe è, piuttosto, la sceneggiatura: Siri, che scrive il film assieme a Jean-François Tarnowski, è evidentemente più interessato alle singole scene che non alla pellicola nel suo complesso, e per quanto sparatorie e inseguimenti siano ben curati, due soli dialoghi in quasi due ore non aiutano certo ad appassionarsi alle vicende degli assediati, quasi comparse all’interno di una lunghissima battaglia urbana che è la sola protagonista degna di nota. A livello psicologico i vari personaggi sono a malapena tratteggiati, relegati ad una serie di stereotipi difficilmente distinguibili l’uno dall’altro, rendendo impossibile da parte del pubblico affezionarsi a chicchessia (nonostante una deliziosa scena iniziale con alcuni dei protagonisti che improvvisano il tema de I magnifici sette a cappella) ed annientando così qualsiasi tensione drammatica sulle loro sorti; unica sorpresa il disumano e terrificante villain di Angelo Infanti, una presenza inquietante e silenziosa pronta a esplodere in deflagrazioni di quasi sovrannaturale violenza, purtroppo un elemento sfruttato pochissimo all’interno del film. Lasciano perplessi anche alcune trovate insensate e fini a se stesse, come il tentativo di fuga di Richard Sammel e Sami Bouajila, momenti assolutamente inutili e spesso stupidi che servono solo a giustificare il minutaggio. Peccato, perché a livello di pura capacità tecnica Siri è evidentemente in grado di consegnare un thriller che si rispetti, mantenendo un buon senso dello spettacolo e della tensione; sostenuto da un soggetto così povero, però, Nido di vespe si riduce ad un action anonimo e noioso, con una trama risolta nei primi cinque minuti ed una interminabile sparatoria che riempie tutto il resto del tempo. Purtroppo, un’occasione sprecata.

TITOLO ORIGINALE: Nid de guêpes

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