RICHIESTA: Ken il guerriero – La leggenda del vero salvatore

ken-il-guerriero-la-leggenda-del-vero-salvatoreKEN IL GUERRIERO – LA LEGGENDA DEL VERO SALVATORE di Takahiro Imamura. Con (voci) Hiroshi Abe, Rikiya Koyama, Takeshi Aono, Yuriko Ishida. Giappone, 2008. Animazione.

Tratto da manga Ken il guerriero di Buronson e Tetsuo Hara, Ken il guerriero – La leggenda del vero salvatore è il quinto capitolo della pentalogia La leggenda dei veri salvatori. Sconfitto da Shin e separato dall’amata Julia, Kenshiro vaga per la desolazione post-atomica finché non viene catturato da un gruppo di schiavisti. I prigionieri raggiungono la città governata da Shisuka, tiranno locale che ha monopolizzato le scarse riserve idriche per mantenere il controllo sulla popolazione. Tra gli schiavi, Kenshiro conosce Fuugen, un vecchio immobilizzato che pare riconoscerlo, e che potrebbe nascondere la chiave per permettere al giovane guerriero di padroneggiare ancora una volta le tecniche di Hokuto…

Dopo due anni, arriva finalmente alla sua conclusione la pentalogia voluta e scritta dai mangaka Yoshiyuki Okamura (in arte Buronson) e Tetsuo Hara per rispolverare le origini e la mitologia del proprio personaggio più celebre, operazione che ha poi dato modo ai due di lanciare nuove serie spin-off. Dopo due film incentrati sull’erculeo Raoul, uno sulla gentile Julia ed uno sul compassionevole Toki, è finalmente il turno dell’eroe principale, Kenshiro, di finire sotto i riflettori, in una storia originale scritta appositamente per il film e che racconta i mesi di buio tra il rapimento di Julia e l’inizio del manga originale. Da un punto di vista stilistico, rimane splendido il tratto, ancora quello tradizionale di Buronson e Hara: disegni scultorei, profili duri e decisi, personaggi con una fisicità che si assume il compito di rifletterne la statura morale. Da un punto di vista strettamente cinematografico, invece, questo capitolo finale rimane purtroppo il minore dei cinque (con l’unica possibile eccezione del noioso La leggenda di Julia), con una storia che tenta di inserirsi in una mitologia già consolidata senza modificare niente né lasciare traccia per non creare problemi di continuity, un’attenzione continua che inevitabilmente danneggia la fluidità del racconto. Il film non inizia nel migliore dei modi, con un incipit che vorrebbe essere poetico ma che risulta al più patetico, una scena matrimoniale che non ha ragion d’essere a livello stilistico né narrativo. Si cambia fortunatamente registro con il lungo flashback che è poi l’intera pellicola, che riporta il pubblico nel desertico mondo post-atomico modellato su quello di Mad Max, tra dittatori che mantengono il potere controllando le poche fonti d’acqua, bande di strada che spadroneggiano sui deboli, giganti e freak impegnati in una costante, anarchica battaglia. Stavolta, il genere classico di riferimento, più che l’epica, è la tragedia vera e propria, e per quanto potentemente emozionali siano alcune trovate e alcuni personaggi, La leggenda del vero salvatore rinuncia alla forza espressiva dei predecessori e della serie originale preferendo focalizzarsi sul dolore senza speranza di un mondo che aspetta, appunto, un salvatore. Inevitabile, quindi, un’ulteriore insistenza sulla metafora cristologica della figura di Kenshiro, che arriva stavolta perfino a farsi crocifiggere, con punte di retorica a tratti strabordanti. La trama procede esattamente come ci si potrebbe aspettare, in una successione di topoi ampiamente esplorati altrove che non possono non annoiare, salvo poi ribaltare le carte in tavola con un finale decisamente sorprendente, unica punta al rialzo dell’intera pellicola. Quello che manca dal quinto e ultimo capitolo della pentalogia di Ken il guerriero, rispetto agli altri, è proprio il mito di Kenshiro, la forza espressiva e passionale che permetteva di esplorare un universo già conosciuto approfondendolo e mettendone in risalto le costanti morali ed i sottotesti metafisici; quello che rimane qui, invece, è una serie di riferimenti e rimandi più o meno azzeccati che rimangono però tematicamente sterili, puro fan service che diverte ma non rende giustizia al personaggio ed al suo universo narrativo. Una chiusura non proprio all’altezza di una pentalogia che, invece, ha raggiunto notevoli livelli qualitativi.

TITOLO ORIGINALE: Shin Kyuseishu Densetsu Hokuto no Ken – Kenshiro Den ZERO

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