AL CINEMA: Kong: Skull Island

KONG: SKULL ISLAND di Jordan Vogt-Roberts. Con Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, Brie Larson, John Goodman. USA, 2017. Fantastico.

Secondo film del “MonsterVerse” della Legendary Pictures, Kong: Skull Island è il remake di King Kong di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack. 1973: il governo statunitense sta per chiudere la divisione Monarch, un’organizzazione che indaga sulla presenza di creature mostruose sul pianeta. Bill Randa, capo di Monarch, riesce ad ottenere i finanziamenti per un’ultima spedizione: assieme ad alcuni ricercatori, alla fotoreporter Mason Weaver, al cacciatore di professione James Conrad ed alla compagnia di ritorno dal Vietnam guidata dal colonnello Preston Packard, Randa arriva sull’inaccessibile Isola del Teschio, nell’Oceano Pacifico. Qui la ricerca di Monarch giunge finalmente a un risultato…ma il custode dell’isola, la titanica scimmia Kong, non sembra felice di avere visitatori.

La mania dell’universo narrativo condiviso ha contagiato Hollywood, dopo che la Marvel ha dimostrato il successo della formula riproducendo al cinema i complessi intrecci che legano il proprio mondo a fumetti. Dopo che le serie di Star Wars Harry Potter hanno “ceduto alla tentazione”, è il turno della Legendary Pictures, che continua nella propria opera di creazione di un MonsterVerse trasformando quello che originariamente era il progetto di un prequel al King Kong di Peter Jackson in un reboot che si potesse collegare al Godzilla di Gareth Edwards, inserendo il leggendario scimmione nell’universo narrativo in cui continueranno ad approdare nei prossimi anni i mostri creati da Ishirō Honda. La regia viene affidata al semi-sconosciuto Jordan Vogt-Roberts, che dopo la commedia The Kings of Summer affronta un progetto decisamente più impegnativo, con un budget infinitamente superiore. Kong: Skull Island ha intanto il pregio di non essere l’ennesimo remake del film del 1933, scegliendo di non allontanarsi mai dalla famigerata Isola del Teschio e di non portare quindi lo scimmione del titolo (mai così grande: trenta metri di altezza, e “deve ancora crescere”, sottolinea John C. Reilly) nel mondo civilizzato. I protagonisti sono sempre gli agenti di Monarch, l’organizzazione segreta incontrata in Godzilla, ma l’ambientazione riporta la storia alle sue origini, negli anni Settanta, dando modo a Vogt-Roberts di infarcire il film con una serie di inaspettati rimandi alla cinematografia sulla Guerra del Vietnam, a partire da Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, omaggiato fin dal poster, e Platoon di Oliver Stone. L’immaginario di Vogt-Roberts trita di tutto, dagli war movie anni Settanta agli anime come Neon Genesis Evangelion, dai videogame dei Pokémon ai film di Miyazaki (Princess Mononoke La città incantata su tutti), dal coreano The Host allo spielberghiano Jurassic Park, in un concentrato di cultura pop cui, in qualche modo, vengono dati un senso ed una certa coerenza interna, in una serie di omaggi mai autoreferenziali e puramente funzionali, a volte perfino inaspettatamente colti (il personaggio di Hiddleston si chiama Conrad come l’autore di Cuore di tenebra, mentre quello di John C. Reilly porta il nome del protagonista, Marlow). In più, si affaccia tra i roboanti effetti speciali e le adrenaliniche scene d’azione una squisita satira anti-militarista che parla del Vietnam ma guarda ai giorni nostri, incarnata soprattutto nell’ottuso e sanguinario colonnello Packard di Samuel L. Jackson, ossessionato dal trovare ad ogni costo un nemico su cui poter sfogare l’impotenza e l’umiliazione di una sconfitta subita. Ovviamente, la satira sociopolitica non è il primo obiettivo di un film come Kong: Skull Island, e lo spettacolo non manca di certo: tra creature fantastiche e mostri spaventosi, il film dà una bella rispolverata al genere, unendo il gusto occidentale per l’orrido con lo spirito dei kaiju eiga, ottenendo un ibrido di sicuro effetto; Vogt-Roberts, poi, evita i tempi morti e solenni del precedente Godzilla, dosa bene la tensione ed aggiunge una buona dose di humour (il più delle volte ferocemente nero) per oliare bene gli ingranaggi di un film che, nonostante alcuni palesi zoppicamenti (l’inutile Brie Larson su tutti), risulta piacevolissimo. Kong: Skull Island è, a conti fatti, un B-movie sapientemente travestito da blockbuster, uno spettacolo per gli occhi che si porta dietro l’inventiva e l’intelligenza delle piccole produzioni, in una miscela esplosiva che diverte in maniera tutt’altro che stupida. Ambientalista, pacifista, squisitamente cattivo, un divertimento di gran classe.

TITOLO ORIGINALE: Kong: Skull Island

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...