PREMIUM CINEMA HD, 19.04: La notte del giudizio – Anarchia

LA NOTTE DEL GIUDIZIO – ANARCHIA di James DeMonaco. Con Frank Grillo, Carmen Ejogo, Zoë Soul, Kiele Sanchez. USA, 2014. Thriller.

Sequel de La notte del giudizio di DeMonaco, La notte del giudizio – Anarchia ha vinto un Golden Trailer e un iHorror Award, ed ha ricevuto altre sei nomination. 2023: è la Notte dello Sfogo negli Stati Uniti, e ogni crimine, compreso l’omicidio, diventa legale per dodici ore. L’ex militare Leo Barnes sfrutta l’occasione per cacciare l’uomo che investì e uccise suo figlio per vendicarsi; una coppia in crisi, Shane e Liz, rimane bloccata per strada subito prima dell’inizio dello Sfogo, e si ritrova braccata da un gruppo di uomini mascherati; Eva Sanchez e sua figlia Cali vengono prelevate dalle case popolari da un gruppo paramilitare che rastrella i quartieri poveri. Le strade dei cinque si incontreranno durante lo Sfogo, e si uniranno in una sanguinosa battaglia per la sopravvivenza.

Nel 2013, il semi-esordiente James DeMonaco aveva confezionato un thriller fantapolitico che, nonostante si muovesse poi su binari fin troppo prevedibili e comuni al genere, partiva da una singola idea intrigante: La notte del giudizio era infatti ambientato in un futuro distopico in cui i Nuovi Padri Fondatori hanno salvato gli Stati Uniti d’America dalla crisi economica, dalla criminalità e dal collasso grazie alla “Notte dello Sfogo” (in originale “Purge”, purificazione), in cui ogni crimine è lecito, così da permettere ai cittadini di sfogare i propri istinti più bassi e di vivere il resto dell’anno liberi da impulsi violenti. Con il seguito, Anarchia, DeMonaco approfondisce ulteriormente il concetto, e lo rende un manifesto squisitamente e inaspettatamente politico, che abbandona le regole da thriller domestico in stile L’ultima casa a sinistra per portarsi invece in un contesto urbano, sulle strade, a vedere da vicino come lo Sfogo funziona…e a svelarne le finalità nascoste (ma non troppo) nel primo film. DeMonaco trasforma La notte del giudizio in un atto d’accusa contro un sistema politico che, “travestito” e portato all’eccesso nel film, ha profonde radici nel reale, e mette in scena una società in cui lo Sfogo che permetterebbe la purificazione dagli istinti violenti altro non è che un comodo strumento di controllo della popolazione e redistribuzione della ricchezza, che colpisce le fasce più povere e che guarisce, sì, la società da povertà, disoccupazione e bassa criminalità, ma solo eliminando fisicamente i poveri, i malati, le categorie a rischio, lasciati per le strade in balia di terrificanti bande armate mentre i ricchi e i potenti se ne stanno al sicuro dentro castelli super-fortificati. Nel caos delle strade dello Sfogo si muove Frank Grillo, novello Jena Plissken con un conto da saldare, che volente o nolente raccoglie per strada la cameriera Carmen Ejogo e la figlia Zoë Soul, portavoce del basso proletariato, ed i futuri ex-coniugi Kiele Sanchez e Zach Gilford, della medio-alta borghesia, tre fasce sociali finalmente accomunate dal puro istinto di sopravvivenza. Più che sulla tensione del primo film, DeMonaco si lancia in sequenze riprese più dall’action sci-fi modello Carpenter, pur pagando il proprio tributo al genere di partenza con cacciatori e picchiatori dalle maschere terrificanti, e riuscendo a ritagliare alcuni momenti inaspettatamente “intimi”, come la straziante sequenza a casa di Justina Machado. Spiccano per crudezza e forza, più che le scene madri, alcune trovate semplicemente agghiaccianti nella loro naturalezza, come l’asta durante la quale “onesti cittadini” possono vincere il privilegio di massacrare passanti catturati per le strade, o il sacrificio John Beasley, che si vende ad una famiglia benestante in cambio di una minima sicurezza economica per la figlia e la nipote. Su inseguimenti, sparatorie e scene di feroce violenza echeggia la voce di Carmelo, il rivoluzionario di Michael K. Williams che, a metà tra Malcolm X e Che Guevara, sfida i Nuovi Padri Fondatori rivelando le finalità occulte dello Sfogo e muovendo una lotta armata agli squadroni della morte al soldo del governo. Mosso da una rabbia sociale contagiosa e aperto ad una speranza inaspettata che sposta la possibilità di salvezza dalla classe politica all’iniziativa individuale, Anarchia si rivela notevolmente migliore, più ambizioso e più impegnato del predecessore, capace di mantenere altissimi i livelli di tensione pur non rinunciando ad una base tematica forte e provocatoria. Ancora qualche buonismo di troppo sul finale, probabilmente, ma DeMonaco riesce comunque a firmare un film inaspettatamente potente, che non fa sconti su una situazione sociopolitica sull’orlo del collasso e che ne esaspera alcuni elementi per meglio renderla visibile e riconoscibile. Un piccolo capolavoro del cinema di serie B, un thriller fantapolitico appassionante, brutale, pensante.

TITOLO ORIGINALE: The Purge: Anarchy

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