SKY FAMILY HD, 21.00: Alice nel Paese delle Meraviglie

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE di Clyde Geronomi, Hamilton Luske, Wilfred Jackson. Con (voci) Kathryn Beaumont, Verna Felton, Ed Wynn, Sterling Holloway. USA, 1951. Animazione.

Tratto dal libro Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie ha ricevuto una nomination agli Oscar (Migliore Colonna Sonora) ed una al Leone d’Oro. Al parco, fantasticando invece di prestare attenzione alle lezioni della sorella, una bambina di nome Alice nota uno strano coniglio vestito di tutto punto, evidentemente di fretta. Inseguendo il Bianconiglio, Alice finisce col precipitare in una voragine in un albero cavo, una tana che si rivela essere il passaggio per il Paese delle Meraviglie, il mondo dei suoi sogni in cui tutto è possibile. Alla bambina basterà incontrare alcuni dei bizzarri abitanti dello strano mondo, però, per capire che il Paese delle Meraviglie può essere anche estremamente pericoloso…

Quella tra Walt Disney e i libri di Lewis Carroll è una storia d’amore di lunga durata, considerato che già nel 1923, ben prima di diventare uno dei produttori più potenti e influenti della storia del cinema, il giovane Disney aveva diretto un cortometraggio con Virginia Davis intitolato Il Paese delle Meraviglie di Alice. L’eroina di Carroll doveva essere perfino la protagonista del primo lungometraggio d’animazione del suo studio di produzione, ma l’idea di realizzare un film a tecnica mista animazione-live action fu scartata per fare spazio a Biancaneve e i sette nani. Da quel momento, Disney tentò più volte di adattare Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, sempre rimandando il progetto per la crisi portata dalla Seconda Guerra Mondiale, per mezzi tecnologici ancora inadeguati alle sue idee, per scontento nei confronti di una o dell’altra versione della sceneggiatura. Finalmente, nel 1946 Disney abbandonò l’idea di un film a tecnica d’animazione mista con Ginger Rogers come protagonista e si dedicò al progetto di un lungometraggio completamente animato, affidandone la regia agli ormai veterani Hamilton Luske, Wilfred Jackson e Clyde Geronimi, seguendo però da vicino ogni fase della realizzazione. Alice nel Paese delle Meraviglie è, usando un eufemismo, un film bizzarro, che riflette il curioso umorismo satirico di Carroll e soprattutto la sua narrativa eccentrica e allucinata. Talmente sconclusionato e folle da risultare a tratti disturbante, il film segue le avventure della piccola Alice, proiettata in un mondo onirico insolitamente cupo e grottesco, abitato da una serie di assurdi personaggi diventati iconici, dal dispettoso Stregatto al saggio ma sibillino Brucaliffo, dall’ansioso Bianconiglio alla crudele Regina di Cuori, passando ovviamente attraverso il terzetto festaiolo composto dal Cappellaio Matto, dal Leprotto Bisestile e dal Toperchio. Tra continui cambi di statura, giochi di parole in gran parte persi nella versione italiana e canzoni che tentano di riproporre le sconclusionate poesie di Carroll, Alice perde quasi subito qualsiasi velleità di trama unitaria o minimamente coerente, focalizzandosi piuttosto sui singoli episodi (alcuni totalmente slegati dalla storia generale, come quella agghiacciante del Tricheco e del Carpentiere, trauma infantile per molte generazioni) e, soprattutto, sulle immagini in sé, realizzando una serie di bizzarri ma affascinanti tableaux caratterizzati da un sapiente uso di luci e ombre. Colori sgargianti e tratti decisi portano in vita i fiori parlanti, le carte viventi, gli sterminati roseti della Regina di Cuori, la cupa Foresta di Tugley e molti altri elementi dall’immaginario di Carroll, segnando un punto di riferimento imprescindibile per l’animazione successiva e per l’iconografia legata ai libri dell’autore britannico in particolare. Rispetto agli altri classici d’animazione Disney, Alice nel Paese delle Meraviglie colpisce per i pochi sentimenti positivi che trasmette, regalando piuttosto una scomoda inquietudine che si trasforma in pura angoscia in determinate sequenze. Walt Disney voleva ripresentare nel proprio film, il più fedelmente possibile, lo spirito dei libri di Lewis Carroll, e in questo l’intento è pienamente raggiunto, con una pellicola che è l’equivalente in cartone animato di un trip acido. Visivamente straordinario, ma quantomeno curioso.

TITOLO ORIGINALE: Alice in Wonderland

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